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Il maltempo non ferma i pellegrini, in centinaia al Santuario della Santissima Trinità

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Vallepietra. Il maltempo non ha scoraggiato i pellegrini che si sono recati numerosi al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra nel giorno della sua apertura. In centinaia hanno affollato il luogo sacro che richiama ogni anno milioni di visitatori. Alle 9.00 Monsignor Lorenzo Loppa, Vescovo della Diocesi di Anagni, ha aperto la Porta della Misericordia per poi celebrare la Santa Messa. Devozione e commozione tra i fedeli presenti molti dei quali giunti a piedi dalla vicina Vallepietra per rendere omaggio alla Santissima Trinità. Numerosi anche i fedeli giunti dal resto del Lazio, in particolare dalla Ciociaria, e dall’Abruzzo, principalmente dalla vicina Marsica dove la devozione per le Tre Persone è molto sentita tra la popolazione. Attesa per il tradizionale ‘pianto della zitelle’ che si svolgerà domenica 22 maggio alle 6.30. Sulle origini del Santuario vi sono diverse ipotesi. Piuttosto acclarate sono due leggende, una di origine popolare ed una di origine letteraria. La prima narra di un contadino che mentre arava il terreno  in cima al colle della Tagliada vide cadere i buoi e l’aratro nel precipizio sottostante. IMG-20160501-WA0001
L’uomo portandosi sulla grande parete rocciosa si affacciò e con grande meraviglia vide i buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto apparso all’interno di una piccola grotta raffigurante la Santissima Trinità. L’aratro era rimasto impigliato nella parete rocciosa e secondo alcuni i suoi resti sarebbero visibili ancora oggi con un cannocchiale. Tale leggenda viene narrata anche in due strofe della lunghissima canzone dedicata alla Santissima Trinità “Oh felice e buon pastore Fu per te quel dì beato Testimonio fu l’aratro Che in aria si fermò… Due buoi in tanta altezza Son caduti sopra i sassi Riprendendo i loro passi Si rimisero a pascolar”. La seconda leggenda, di carattere letterario, era scritta in una pergamena andata distrutta. Essa narrava di due ravennati residenti a Roma che si portarono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui i due uomini furono visitatati dagli Apostoli Pietro e Giovanni sbarcati a Francavilla. Un Angelo apparso ai quattro portò loro del cibo, mentre per dissetarli diede IMG-20160501-WA0006vita, sotto ai loro occhi, ad una sorgente d’acqua che incominciò a sgorgare dalla terra.  Il giorno seguente apparve la Santissima Trinità che benedisse il Monte Autore come luogo Santo. Alcuni studiosi, invece, fanno risalire le origini del santuario a monaci orientali o ad Eremiti. Questa terza ipotesi sarebbe piuttosto plausibile in considerazione di vari fattori. Primo fra essi il culto greco della Triade e la toponomastica dei luoghi, in particolare il Monte Sion posto di fronte al Santuario ed il Comune di Cappadocia, quello più vicino nel versante abruzzese come la regione orientale spesso nominata anche nelle sacre scritture. Anche se le ipotesi sull’origine del Santuario sono diverse, una cosa che accomuna il culto della Santissima Trinità è il pellegrinaggio a piedi. Dopo la Pentecoste i fedeli dei molti centri vicini o lontani si incamminano dai propri Paesi per raggiungere il Santuario. Colpisce la devozione dei pellegrini che sfidano il buio ed il freddo della notte, il caldo del giorno o i temporali estivi, oltre alla fatica per non mancare all’appuntamento atteso per un anno intero. @fededimarzio84

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