Ifo, Regina Elena e San Gallicano si confermano ospedali a misura di donna con tre bollini rosa

Roma. Anche quest’anno gli IFO si aggiudicano 3 bollini Rosa da “Onda Osservatorio nazionale sulla salute della donna”, per il biennio 2018-2019. La cerimonia di premiazione si è svolta oggi a Roma, al Ministero della Salute.

 

 

L’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici di specialità cliniche come la chirurgia robotica e mini-invasiva per le patologie ginecologiche oncologiche, l’HPV Unit e la Breast Unit la Dermatologia Correttiva sono solo alcuni dei punti di forza dei nostri Istituti.“Siamo molto orgogliosi di aver, anche quest’anno, ricevuto l’importante riconoscimento dei 3 Bollini Rosa”, dichiara il direttore generale Ripa di Meana. “La salute della donna è la salute di tutti, perché è il punto di partenza del benessere della famiglia e dell’intera società. La donna è per noi oggetto di attenzione oltre che un’alleata preziosissima” , sottolinea Branka Vujovic Direttore Sanitario Aziendale IFO insieme a Laura Figorilli, Direttore Amministrativo IFO. Gli IFO proseguono il loro percorso di eccellenza “in rosa” e si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Tante, infatti, le aree di eccellenza dedicate alla popolazione femminile e riconosciute dall’ Osservatorio nazionale sulla salute della donna, Onda, tra cui: l’Endocrinologia e Malattie del metabolismo per la diagnosi e cura di patologie metaboliche dell’osso, diagnosi e trattamento, con percorso psicoterapeutico, della menopausa precoce oncologica; la Ginecologia Oncologica tra le prime in Europa ad utilizzare il robot con un’unica micro-incisione dell’ombelico, con grandi vantaggi per la ripresa post-operatoria ed estetici; la Banca del Tessuto Ovarico dedicata alle giovani pazienti oncologiche e finalizzata alla preservazione della fertilità; l’HPV Unit, per la prevenzione, tramite il vaccino, la diagnosi, attraverso hpv test e colposcopia, e laserterapia delle patologie da papillomavirus; la Brest Unit per la diagnosi, cura e assistenza multidisciplinare del tumore del seno, che comprende anche la chirurgia plastica e ricostruttiva dopo asportazione del tumore, al fine di favorire una  ripresa completa dalla malattia anche sotto il profilo psico-sociale; l’ambulatorio dei tumori eredo-familiari mammella/ovaio, per lo studio e la prevenzione, attraverso test genetici, delle patologie oncologiche a carattere ereditario, al fine di individuare donne con rischio elevato di sviluppare tumori, che possono seguire programmi di sorveglianza per la diagnosi precoce; la dermatologia correttiva per un servizio di supporto dermo-estetico per prevenire, ridurre e risolvere problematiche causate dalla terapia antitumorale. Dal punto di vista dell’accoglienza e dell’umanizzazione delle cure, gli Istituti da anni hanno attivato progetti e iniziative culturali e di  svago per i pazienti e loro familiari durante la permanenza in ospedale. Il Cinema, L’angolo delle curiosità letterarie, il Corso di Yoga con istruttori qualificati, visite guidate in siti archeologici con il progetto “Degenza e Conoscenza” e infine lo spazio “Insieme più belle”, un angolo di bellezza all’interno del day hospital di oncologia medica dove le donne che lo desiderano, possono rivedere il loro aspetto e apprendere piccoli trucchi contro gli effetti collaterali, estetici, causati dai farmaci oncologici con l’aiuto di makeup artist. Ricordiamo anche la narrazione condivisa come parte integrante del percorso di cura: il progetto di medicina narrativa per raccontare di sé, comprendere ed essere compresi. E’ disponibile per le pazienti anche il punto “passa parrucca” per le donne in chemioterapia, foulard e copricapi distribuiti dai volontari che danno preziosi consigli su come utilizzarli. E ancora la parrucchiera su richiesta per le degenti, la Biblioteca del Paziente come spazio educativo in cui è possibile richiedere materiale informativo e, ultima novità da ottobre, il progetto “Un sorriso dai libri” con lettura ad alta voce dei volontari. L’obiettivo è offrire un aiuto per distaccarsi dalla  realtà difficile vissuta durante la degenza allontanando l’ansia e la paura. Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati: la presenza di aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico per la popolazione femminile, l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e l’offerta di servizi rivolti all’accoglienza e presa in carico della paziente.

@AntenucciGiulia