“Buon compleanno Garbatella”, 11 giorni di festa per celebrare il quartiere romano

Roma. Ha un’identità forte, la Garbatella: chi ci è nato e ci vive sente appartenenza e un certo orgoglio. E la vita sociale, qui, non è mai stata scalzata dallo schiacciasassi della città-alveare moderna, postmoderna e comunque produttrice di anonimato. Qui ci si conosce, ci si ritrova, spesso ci si dà una mano. Del resto la Garbatella è davvero un unicum: il quartiere-giardino dove trovi la più bella, la più umana edilizia popolare mai realizzata in Italia. Dove spesso, tra deliziose macchie di verde condominiale, sentieri in salita e fontane  ti chiedi se questa specie di Shangrilà alla gricia sia davvero un pezzo di città e non una proiezione onirica.

 

 

 

 

 

E dove non cambieresti uno dei tanti “lotti”, col loro ornato tardo-liberty italico, per cento odierni loft farciti di domotica. Quartiere sanamente e motivatamente orgoglioso di se stesso, dunque. Che dal 1999 festeggia ogni 18 febbraio il proprio compleanno, riferito a quel 18 febbraio 1920 in cui della nascente Garbatella fu posata la prima pietra in piazza Brin (dov’è ancora visibile). Ogni anno associazioni di quartiere e artisti rinnovano il rito garbante, come si dice qui, mettendo insieme tradizione e stimoli contemporanei, memoria popolare e cultura del territorio. Così anche quest’anno: dal 14 al 25 febbraio è un susseguirsi di mostre di foto storiche, cortei di piazza in piazza, bande, inaugurazioni di opere d’arte dedicate, canzoni romane e visite guidate. Secondo quanto riportato dal sito istituzionale di Roma Capitale, non mancano l’annuale elezione di “Nonna Garbatella” al centro anziani di via Pullino (il 18/2) e l’ormai canonico concerto della banda della Polizia Locale in piazza Brin (cellula d’origine del quartiere, come detto).  E ancora: l’inaugurazione, prevista per oggi, domenica 18 – di un nuovo mosaico di “quartiere”, realizzato dalla scuola comunale di Arte e Mestieri “Nicola Zabaglia”, ed esposto sui muri di via delle Sette Chiese (al civico 23); il 22 la Marcia della Pace con i bambini delle elementari e medie, da piazza Sauli all’ulivo della pace in piazza Oderico da Pordenone. La Garbatella si celebra e ha le sue ragioni. Ma nella sua peculiare identità c’è anche il seme dell’accoglienza: è, sì, un paradiso urbano con ampie e quasi rarefatte enclave di tranquillità. Ma non è un’isola, tutt’altro. E alla festa è lieta d’invitare chiunque (romano, turista, passante…) abbia voglia di riscoprire il bello di vivere a misura d’uomo e d’essere comunità. @AntenucciGiulia