Operazione Cristallo: famiglia di pusher in carcere, contatti con ex Banda della Magliana

Roma. Dieci italiani arrestati, tra i quali quattro fratelli e la madre, per traffico di cocaina ai Castelli Romani, presunto coinvolgimento con la Moretti, ex della Banda della Magliana. I carabinieri della compagnia di Castel Gandolfo hanno eseguito 22 perquisizioni e sgominato banda di pusher che acquistava cocaina sulla piazza romana e la rivendeva ai Castelli Romani.  Avevano contatti con Fabiola Moretti, i 10 finiti in carcere nell’ambito decarabinieri_droga_cocainall’operazione antidroga che ha anche portato in cella una madre e i suoi quattro figli. La Moretti, legata a boss della Banda poi pentita, ma riarrestata per reati legati alla droga, è indagata per cessione di sostanza stupefacente, si presume infatti un suo coinvolgimento nell’attività di spaccio gestita dalla famiglia arrestata, nella zona di Santa Palomba dove vive. Qui, infatti, la donna avrebbe rappresentato una sorta di punto di riferimento per lo smistamento dello stupefacente. Al momento, però, la Moretti risulta solo indagata e nei suoi confronti non è stata messa alcuna misura cautelare.  A finire in manette, invece, è una donna considerata a capo dell’organizzazione sgominata dai carabinieri ai Castelli Romani che si trova agli arresti domiciliari, mentre i quattro figli, tutti con precedenti specifici, sono in carcere. Proprio i legami con questa famiglia hanno consentito agli investigatori di tracciare l’ennesimo profilo criminale della Moretti. Dieci arresti, (quattro ai domiciliari e sei in carcere), 18 denunciati, 22 perquisizioni domiciliari, 95 persone segnalate al prefetto quali assuntori, mezzo chilo di cocaina, una pistola e 8mila euro sequestrati. È questo il bilancio dell’operazione denominata «Cristallo» dal nome del bar da cui è partita e che era gestito dalla famiglia finita in manette. L’indagine, iniziata nel gennaio 2013, è culminata con gli arresti di ieri e ha visto l’intervento di 70 militari, unità cinofile ed un elicottero dell’Arma. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti sulla base di un provvedimento del gip Zsuzsa Mendola su richiesta del pm Giovanni Taglialatela. Circa due etti di cocaina pura quasi al 98 per cento, per 80mila euro a settimana, è il bilancio dell’attività di spaccio del gruppo che si riforniva nella capitale a Tor Bella Monaca.