Decoder Campus 2010: Acqua ed Energia
Dal 9 Luglio si è tenuto ad Olevano Romano Decoder Campus 2010, un’iniziativa organizzata da Democrazia Viva e sostenuta dall’europarlamentare Guido Milana. «Abbiamo promosso la realizzazione di questo evento perché riteniamo sia fondamentale approfondire le conoscenze dei cittadini in merito alle potenzialità dell’energia rinnovabile ed in merito ad un consumo idrico responsabile, è per questo che sono stati invitati a partecipare all’evento esperti del settore come il Professor Petroselli e il deputato europeo Vittorio Prodi» ha dichiarato Guido Milana; promotore inoltre di un’iniziativa legislativa volta alla definizione dell’acqua come risorsa della collettività.
La proposta che dovrebbe andare a buon fine entro l’anno, avendo valore vincolante per gli Stati membri, dirimerebbe definitivamente la controversia sorta in merito alla privatizzazione dell’acqua. Secondo il deputato Vittorio Prodi, il mondo è oggi proiettato verso un aumento esponenziale del consumo di acqua ed energia, i ritmi di crescita non sono sostenibili. Fortunatamente fa notare l’onorevole il pianeta ha a disposizione altre risorse energetiche come quella solare. E’ necessario pertanto convertire i sistemi di produzione energetica, abbandonare i combustibili fossili ed investire sul fotovoltaico. Tuttavia gli indirizzi di politica energetica di Francia, Germania, e dal prossimo anno dell’Italia si stanno indirizzando verso lo sviluppo e potenziamento dell’energia nucleare, ma commenta l’onorevole Prodi, questa strada non è il percorso ideale per l’Italia, visto che generalmente l’uso civile del nucleare è una diretta conseguenza del suo utilizzo a scopi difensivi.
«Al contrario l’energia rinnovabile sarebbe una scelta strategica, che avrebbe però bisogno di una rete, costituita a livello comunitario. Tutto ciò però confligge con gli interessi dei monopoli energetici, legati ai tradizionali sistemi di produzione, che non hanno alcun interesse nel favorire una scelta ambientale e che intendono mantenere saldo l’attuale struttura, alimentata da combustibili fossili e centrali nucleari», conclude Vittorio Prodi.
La produzione energetica non è l’unico nodo da sciogliere per un futuro sostenibile, già una diecina d’anni fa si iniziò a profetizzare che le guerre del futuro si combatteranno per l’acqua, soprattutto se non verranno adottati corretti sistemi di distribuzione in grado di eliminare gli sprechi. L’acqua, essendo elemento essenziale alla vita, dovrebbe essere distribuita da organismi internazionali in grado di ripartirla equamente, al contrario di quanto fatto finora. Il Professor Riccardo Petrelli, Fondatore del Comitato Internazionale per l’acqua, getta un po’ di luce sul nostro futuro, nonostante un uso smodato delle risorse a disposizione, sul pianeta esistono ancora enormi quantitativi di acqua.
«Sono coloro che hanno interesse a trasformare questa risorsa nel così detto oro blu, che sostengono sia un bene in esaurimento» sostiene il professor Petrelli. Tuttavia per mantenere livelli sufficienti di risorse idriche è necessario adottare un diverso atteggiamento di consumo, sarebbe necessario modificare i sistemi agricoli di coltivazione o allevamento intensivo, visto che, ad esempio, con l’attuale sistema d’irrigazione a pioggia si perde il 40% dell’acqua. L’italiano medio, continua il Professore, consuma 230 litri di acqua al giorno, quando invece in Germania se ne consumano 130 litri, in Belgio 109. Un terzo del consumo medio di acqua potabile viene impiegata dalle famiglie italiane per lo scarico del bagno, un vero e proprio spreco visto che per i sistemi di scarico dei rifiuti organici non c’è alcuna necessità di utilizzare acqua potabile. Questo per dire, continua il Professor Petrella, che esistono una miriade di sistemi per non sprecare le risorse che abbiamo.
«Questa risorsa non appartiene solo all’umanità, è un bene comune necessario a tutto l’ecosistema. Se venissero adottati una serie di accorgimenti, fra 20 anni nessuno potrebbe più dire che l’acqua è rara». Per il Professor Petrella, la privatizzazione dell’acqua è un atto di pirateria, una truffa legalizzata. Se l’acqua è un bene essenziale per la prosecuzione della vita sulla terra non può in alcun modo diventare un bene da cui trarre profitto, «una cosa è l’acqua per la piscina, un’altra quella necessaria alla vita» sottolinea Petrella, per questo non è possibile operare una privatizzazione del sistema idrico. Inoltre fa notare il Fondatore del Comitato, è molto difficile che un privato possa gestire un bene collettivo anche a discapito dei propri interessi.
di Irene Giarracca
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