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Agorà. Il mito di Ipazia rivive sullo schermo.

Scritto da Redazione on giovedì, 29 aprile 2010No Comment

Le menti illuminate possono nascere, crescere e brillare solo dove esiste una civiltà aperta ed evoluta, e così che doveva essere la civiltà egizia prima di essere sconvolta da estenuanti guerre, ideologiche e non, che l’hanno vista travolta dall’epoca classica in poi. L’Egitto era terra di donne, la Grecia, anche nell’epoca classica periodo di massimo splendore di questa civiltà, era terra di uomini; le donne, infatti, erano relegate in casa, come ci attestano le varie pitture sui vasi che le ritraggono con la pelle bianchissima in contrasto con la figura maschile in cui ad emergere è il coloro bruno che attesta la loro vita sociale all’aria aperta; rare sono le eccezioni di personalità di spicco femminili, possiamo citare pochi nomi, Saffo, Aspasia, comunque casi isolati di una mentalità antropocentrica, ma dove per anthropos, si intende solo il maschio. Tuttavia l’incontro di queste due civiltà, filtrato dalla dominazione romana, ha dato i natali a personalità di spicco del mondo della cultura antica, il pensiero di Platone, il quale sosteneva che anche le donne avrebbero dovuto essere istruite, idea invisa alla maggioranza dei suoi connazionali, e dei neo-platonici ha trovato nuove allieve proprio in quella terra dove per riportare l’ordine nel mondo e annullare il caos il faraone non poteva vivere senza la sua regina, ma dove una regina poteva mantenere l’ordine prestabilito anche senza un uomo accanto. Figlia di questa miscuglio di mentalità e ideologie è Ipazia, filosofa, astronoma e matematica, nata e vissuta ad Alessandri d’Egitto,protagonista del nuovo film di Alejandro Amenábar. Il regista cileno-spagnolo ha voluto, in “Agorà” , questo è il nome del suo film, raccontarci la storia di quest’eroina morta per le sue idee e per la cecità del fanatismo religioso e ideologico. Proprio questo aspetto, inevitabilmente affrontato nel film, Ipazia muore per mano di un gruppo di invasati fomentati dalla politica del vescovo Cirillo, è stato fonte di polemica, soprattutto in Italia, da parte della chiesa, tanto che sembrava non dovesse essere distribuito nel nostro paese e per questo è stato oggetto di una petizione a favore della sua distribuzione. Adesso il film verrà proiettato, sarà nelle sale italiane dal 23 Aprile, il consiglio è quello di leggerlo in tutti i suoi aspetti, dalla polemica verso i fanatismi, all’amore per il libero pensiero, alla lunga strada percorsa dalle donne per potersi affermare nella società, strada che non si è ancora conclusa.

Fonti: Comingsoon

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