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Isabella Blow: la storia triste di una icona di stile

Scritto da Redazione on lunedì, 14 giugno 2010No Comment

Nata a Londra nel 1958, Isabella Delves Broughton è ritenuta la donna che più di ogni altra ha influenzato le tendenze della moda femminile. Grazie al suo talento naturale ed al fiuto innato per i trend futuri, è ricordata tutt’ora come il mentore di modelle e stilisti.
Pur essendo insita in lei una forte inclinazione all’eccentricità sin dall’infanzia, nei primi anni della sua adolescenza si prodigò in lavori precari lontani dal mondo della moda.
Mossa da una grande ambizione, però, nel 1979 si trasferì a New York, ( dove divise un appartamento con l’attrice Catherine Oxenberg ), per studiare Arte Cinese alla Columbia University.
Un anno dopo, la sua prima esperienza importante grazie alla collaborazione con Guy Laroche. La moda era finalmente entrata a far parte della sua vita!
Nel 1983 viene presentata casualmente alla direttrice di Vogue America Anna Wintour, diventando, così, l’assistente di Andre Leon Talley, attuale redattore capo della testata più autorevole del Fashion Sistem. Questa esperienza le permise di conoscere e stringere amicizia con mostri sacri del calibro di Andy Warhol e Jean Michel Basquiat.
Nel 1986 tornò a Londra per lavorare con Micheal Roberts, allora fashion director delle riviste Tatler e Sunday Times Style. Nell’89 sposò in seconde nozze, (le prime avvenute nel 1981 con Nicholas Taylor), il mediatore commerciale Detmar Blow, sfoggiando un’acconciatura di Philip Treacy. Notato, infatti, il talento di Treacy, la Blow lo accolse nella sua casa di Londra, permettendogli, così, di lavorare alla sua prima collezione di cappelli.
Da quel momento, infatti, tutti gli addetti ai lavori ricordano gli eccentrici copricapo della Blow come elemento fondamentale del suo stile personale.
Si deve a lei anche la scoperta di Alexander McQueen, ( acquistò la sua prima collezione al prezzo di 5.000 sterline, pagandola in rate settimanali ).
Tra le sue ultime esperienze, fu direttrice creativa e stylist di una serie di libri sulla bellezza nel mondo Arabo ma all’ultimo momento si ritrovò esclusa dal progetto finale senza delle plausibili motivazioni.
Verso la fine della sua vita, Isabelle Blow si ammalò gravemente di depressione. Il declino della sua carriera, i problemi economici, il rapporto ormai deteriorato con il marito, ( forse a causa della sterilità di lei ) ed un tumore alle ovaie, la portarono a tentare invano il suicidio con una dose eccessiva di sonniferi. Dopo successivi tentativi, il 7 Maggio del 2007 Isabella Blow abbandonò definitivamente il suo triste palcoscenico avvelenandosi in Inghilterra.
In una delle sue ultime interviste aveva dichiarato: “ Il mondo sta diventando sempre più esigente e legato al business ma il vero talento non pensa al denaro, vuole solo creare perché ha bisogno di farlo…”.
Il 15 Settembre 2010 saranno esposti da Christie’s a South Kensigton i 90 capi creati da Alexander McQueen per Isabella Blow

di Katia Schieda

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