ABATE OGLIARIMontecassino. E’ con profonda commozione che ha avuto inizio la cerimonia di insediamento del Rev.mo Abate Donato Ogliari, 192° successore di San Benedetto presso l’Abbazia di Montecassino. A presiedere il pontificale di investitura è stato Sua Em.za Cardinale Marc Ouellet Prefetto della Congregazione per i Vescovi. Numerose le autorità civili e militari presenti: tra gli altri il Sottosegretario di Stato la Senatrice Angela D’Orghia in rappresentanza del Governo italiano, il Prefetto di Frosinone dr.ssa Emilia Zarrilli, il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, l’Assessore Visini in rappresentanza del Presidente della Regione Lazio, il Sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone ed il Sindaco di Noci Domenico Nisi. Anche il clero ha visto numerosi rappresentati come il Nunzio Apostolico in Italia Mons. Adriano Bernardini ed il Presidente della Congregazione Benedettina Sublacense Dom Bruno Marin e poi Vescovi e oltre 60 preti concelebranti. Non possiamo però dimenticare i numerosi fedeli della diocesi di Sora e di quelle vicine, quelli della città di Noci.

Sua Em.za il Cardinale Ouellet, nei suoi saluti iniziali ha innanzitutto rivolto “un affettuoso e riconoscente saluto ai sacerdoti ed ai fedeli che hanno serenamente accolto la conclusione del processo di aggregazione delle parrocchie dell’Abazia territoriale alla diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo: insieme siamo sempre la Chiesa di Cristo che vuole vivere alla presenza del suo Signore“.

Grandi applausi dei fedeli quando viene data lettura del mandato del Papa sulla investitura del nuovo Abate Dom Ogliari.

Nell’omelia durata circa 40 minuti, mettendo a dura prova la pazienza dei fedeli, il Cardinale Ouellet, proprio nella domenica in cui si celebra Cristo Re, ha voluto sottolineare il compito del monaco e la missione dell’Abate sull’esempio di San Benedetto: nell’antico oriente il Re si definiva come il Pastore, carica di governo. Tra i suoi compiti vi era la cura dei deboli, dei più piccoli. Cita San Benedetto “l’Abate deve avere una cura del tutto particolare e prodigarsi con tutta la fortezza e la diligenza di cui è capace per non perdere alcuna delle pecore a lui affidate. Sappia di aver ricevuta la cura di anime inferme e non un’autorità dinamica su anime sane“.

L’Abate deve imitare Cristo ed è in suo nome che ha cura delle proprie pecorelle. Deve saper guarire le sue ferite e poi quelle dei suoi fratelli.

Il monastero è un luogo di conversione ed ecco che ritorna il nuovo assetto della Diocesi “il Santo Padre Francesco, in applicazione del Motu Proprio Catholica Ecclesia del beato Paolo VI, ha deciso di rafforzare il suo ruolo di Abate di Montecassino affidando alla vicina diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo le 53 parrocchie che dipendevano sinora dall’Abazia. Sollevato in tal modo dall’amministrazione di queste parrocchie, Lei è invitato a concentrarsi sulla missione di pastore sui fratelli che le sono affidati. Prenda del tempo per loro, sia disposto all’ascolto di ciascuno……“.

Al termine della celebrazione l’Abate Ogliari, oltre ai consueti ringraziamenti per le autorità civili ed ecclesiastiche presenti, ha avuto parole di profondo affetto per tutti i fedeli e amici venuti a salutarlo in questo solenne momento sia dalla parrocchia di Noci “che per 25 anni mi ha monasticamente forgiato e mi ha custodito nel suo seno, dapprima come figlio e fratello e poi come padre” e da altre parti d’Italia. Un abbraccio ai familiari presenti ed alla madre malata presente spiritualmente. Un altro abbraccio ai monaci di Montecassino che costituisco la sua nuova famiglia ed a chi lo ha preceduto nella guida del monastero Dom Augusto Ricci Amministratore Apostolico dell’Abbazia di Montecassino ed al Padre Abate Vittorelli. In riferimento alla sua nuova missione si è detto sorpreso dalla nomina di cui il Papa Francesco lo ha voluto investire. Alla luce di Cristo Gesù, Dio invisibile, con umiltà e generosità l’Abate intende adempiere il compito affidatogli. (m.dv.)