Roma. Sono invitati tutti. Ma a rispondere per primi sono quelli che vivono nella strada, coloro che non hanno casa, che non hanno amici né un luogo dove celebrare il Natale. Sono barboni, profughi senza tetto, bambini d1_20121225-natale-trastevere-santegidio-basilica-0i strada, nomadi e mendicanti che trascorreranno il pranzo del Santo Natale nella Comunità di Sant’Egidio. Il pranzo viene organizzato ormai in oltre 600 città del mondo: la festa negli anni si è andata allargando, come per un benefico contagio, e ha raggiunto anche tanti paesi poverissimi. In Italia i pranzi, oggi, saranno 220 in più di sessanta città: la sola Capitale conterà su 108 tavole, con ben 15 mila ospiti. L’appuntamento tradizionale del pranzo della Comunità di Sant’Egidio, sarà quello delle 13 nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Il pranzo di Natale con i poveri è una tradizione della Comunità  da quando, nel 1982, un piccolo gruppo di persone povere fu accolto attorno alla tavola della festa nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. Erano poco più di 20 invitati: c’erano alcuni anziani del quartiere, di cui la Comunità era amica da tempo, che in quel giorno sarebbero rimasti soli, e alcune persone senza fissa dimora conosciute nelle strade di Roma. Da allora la tavola si è allargata di anno in anno e da Trastevere ha raggiunto tante parti del mondo, dovunque la Comunità di Sant’Egidio è presente. La festa si svolge anche in altri continenti, dalla Costa d’Avorio all’Indonesia, da Cuba alla Russia. «E’ un segno di speranza per il futuro del nostro mondo: si può globalizzare anche la solidarietà», spiega un comunicato della Comunità. “Siamo nelle chiese che si trasformano in grandi tavolate con i poveri, nelle zone di periferia, nelle stazioni europee, nella case più povere, ma anche nelle grandi bidonvilles africane e latinoamericane, nelle prigioni, negli istituti per anziani o per bambini, in quelli per i disabili, negli ospedali, perfino nelle strade. E’ un modo per trasformare la difficoltà in amicizia, l’amicizia in speranza, e festeggiare insieme l’inizio di un mondo diverso”.