Roma. Si fidava di lui, come ogni bambina di sette anni si fida del proprio papà. Non le piacevano quei giochi a cui il padre la costringeva, ma così piccola non poteva capire, né chiedere aiuto. Di quanto stava accadendo in quella casa, però, se n’è accorta la madre. Che ha trascinato l’ex marito in tribunale, l’ha denunciato. E ieri, dopo tre anni dall’avvio del processo, Giuseppe E., 40enne spezzino, è stato condannato, in primo grado, a dover scontare 8 anni di reclusione per le violenze a sfondo sessuale commesse nei confronti della figlioletta, che oggi ha 13 anni.
Il collegio giudicante del tribunale di Spezia ha ritenuto colpevole l’uomo dopo aver sentito una lunga serie di test e periti. procura di roma tribunalePer le toghe spezzine Giuseppe E. ha realmente palpeggiato le parti intime della bambina che, come detto, all’epoca dei fatti aveva solo sette anni. La sentenza sarebbe dovuta arrivare già nel marzo scorso.
Ma i giudici, considerata l’estrema delicatezza del caso, hanno pensato fosse meglio acquisire altro materiale probatorio. Ascoltare altre persone, studiare a fondo le relazioni dei medici, perchè non ci fosse neanche l’ombra del dubbio. D’altronde l’imputato, difeso dagli avvocati Marco Evangelista e Salvatore Lupinacci, si è sempre dichiarato innocente e quando è stato chiamato a deporre in aula, ha detto di essere rimasto imbarazzato dal comportamento della piccola, ma di non essere riuscito a confidarsi con nessuno.