Roma. Sergio M., assistente capo della polizia stradale, era stato fermato alla guida di un’auto di lusso da duecento mila euro al confine tra Grecia e Turchia. E quando gli era stato chiesto di chi fosse, l’uomo aveva risposto con una montagna di frottole alle quali non hanno creduto gli agenti di Kipia. ferrariAccertato che il documento di trasporto era un falso lo avevano trattenuto in caserma e avvisato le autorità italiane. L’altro giorno per il poliziotto, che secondo l’accusa avrebbe messo mano sulla Ferrari molto probabilmente per piazzarla nel mercato nero straniero, il gip di Roma ha disposto il rinvio a giudizio per appropriazione indebita. Stessa accusa contestata a una manager di quarant’anni, ammministratrice di un fondo immobiliare in zona Prati. La donna, infatti, secondo l’accusa avrebbe fornito l’appoggio all’agente per far sparire la supercar acquistata un anno prima. Con loro siederà sul banco degli imputati anche il titolare di una concessionaria di auto (ormai chiusa) di via Flaminia Vecchia che dopo aver preso in deposito la supercar l’aveva consegnata al poliziotto. Nell’autosalone infatti la Ferrari California color rosso fiammante era sparita ma in cambio era stata trovata una Aston Martin di provenienza furtiva.

Immagine: Quattro ruote