Roma. Due persone sono state fermate dalla squadra mobile di Roma per l’omicidio di Silvio Fanella, l’ex cassiere di Gennaro Mokbel, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 3 luglio scorso nella sua abitazione della Camilluccia. Si tratta di due italiani pregiudicati, residenti in Piemonte e gravitanti nel mondo dell’eversione di destra. In particolare, uno di essi,  Egidio Giuliani nato a Sora, classe 55, è stato pedinato e bloccato in zona Prati, è un ex appartenente ai Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), il gruppo eversivo neofascista attivo negli anni ’70. Il secondo, Giuseppe Larosa, è stato sottoposto a fermo dagli agenti della Squadra Mobile di Roma e della Questura di Novara, dopo essere stab17d6711-aa79-44a2-a18a-05dc20b2162f_mediumto sorpreso all’interno di un appartamento a Novara. A capo di una propria banda negli anni ’80, accusato di voler ricostruire gruppi eversivi di destra negli anni ’90, Egidio Giuliani sembrava essere scomparso dai radar da almeno 20 anni. Sia lui sia Larosa avevano lasciato tracce di ogni genere sul loro percorso, forse perché non immaginavano che il tentativo di rapimento finisse con una sparatoria. I due indagati sono sospettati di aver fatto parte del commando formato da tre finti finanzieri che ha tentato di sequestrare Fanella, e terminato con la sua uccisione. Nell’occasione rimase ferito Giovanbattista Ceniti, un 29 anni residente a Verbania anch’esso esponente di movimenti di estrema destra, attualmente detenuto in carcere per i medesimi reati. Obiettivo dei tre killer, secondo gli investigatori, era appropriarsi del bottino della truffa ‘Telecom-Sparkle’: denaro, orologi di pregio e diamanti in parte ritrovati pochi giorni dopo il delitto in un vano nascosto della villa di campagna di Fanella .