Roma. Sessantuno circoli in tutta Italia, con ben 108.280 iscritti, dati aggiornati al 27 settembre nell’ultimo cda che si è svolto a Roma nella sede nazionale di via Sallustiana: numeri impressionanti e sempre in crescita per una Associazione impegnata nella lotta contro ogni forma di discriminazione. Nata nel 2012 senza fini di lucro, dall’iniziativa di numerosi circoli privati ed associazioni sparse su tutto il territorio italiano, in due anni di attività ha fatto registrare un’impennata di iscrizioni, frutto di un lavoro certosino alla base di tutto il consiglio direttivo nell’affermazione di tutta la comunità Lgbti nella(photo) Italian President ANDDOS, Marco Canale società. Nello statuto dell’ANDDOS  è presente un Collegio dei Garanti, come organo di verifica, giustizia e controllo: “Il compito è quello di controllare la gestione contabile dell’Associazione– spiega il presidente del collegio, l’avvocato Antonio Bubici – quindi di garantire l’interpretazione delle norme statuarie e regolamentari in tutti i circoli”. Al Presidente dell’ANDDOS, dott. Mario Marco Canale chiediamo gli obiettivi dell’Associazione: “Il nostro  impegno quotidiano è quello contro ogni forma di discriminazione per affermare diritti e libertà della comunità Lgbti, la cui realizzazione passa necessariamente ed inevitabilmente per la lotta ai pregiudizi ed al razzismo diffusi nella società. Operiamo attraverso la presenza di una rete solidale che possa accompagnare ed aiutare gli individui nell’affermazione della propria identità. Il nostro obiettivo è quello di favorire la costituzione ed il coordinamento di circoli privati, ricreativi, culturali, club, associazioni, comitati: cioè ambienti sicuri per le persone, capaci di aggregare individui altrimenti emarginati ed isolati socialmente, dove condividere esperienze attraverso il confronto, partecipare alla vita sociale e politica della comunità, affermare liberamente il proprio orientamento sessuale, ma anche in tema di prevenzione sanitaria avere consulenze mediche e psicologiche gratuite. In occasione della giornata mondiale contro l’Aids in programma il prossimo 1 dicembre, stiamo organizzando iniziative importanti in tutta Italia”.

Qual’è la migliore forma di contrasto alle discriminazioni?

“Occorre educare. Per abbattere il pericoloso muro dei pregiudizi e di ogni forma di discriminazione, occorre insegnare ai giovani, che saranno gli adulti di domani, il rispetto della diversità, attraverso l’educazione all’integrazione. La cultura e l’educazione sono strumenti validi di formazione e saranno sempre messaggeri importanti di valori, soprattutto nella lotta contro razzismo, xenofobia, discriminazioni, omofobia”.

Non a caso il Convegno “Educare alle differenze” svoltosi nei giorni scorsi a Roma ha sottolineato l’importanza delle scuole per contrastare le discriminazioni, il bullismo, la violenza:

“Un convegno davvero importante: sono stati illustrati e poi discussi progetti, elaborati dalle varie associazioni intervenute, con il preciso intento di trovare sinergie e punti di incontro per arginare insieme ogni forma di discriminazione e per valorizzare le differenze nel sociale. La scuola rappresenta un luogo cardine dove coltivare e trasmettere valori quali rispetto, condivisione, libertà, integrazione sociale, senso critico, pluralismo di idee e identità”.

Occorre, quindi, a scuola un’educazione alla diversità per una società più solidale?

“La diversità, purtroppo, ancora oggi è in alcuni casi vista come una minaccia. Bisogna educare i giovani a percepire le differenze non come un limite, ma come un valore ed un diritto. E la scuola, da questo punto di vista, è l’ambiente ideale, che ripropone in scala ridotta la comunità. Dove ciascun ragazzo può entrare in contatto, ad esempio, con alunni stranieri o portatori di handicap, e sotto la guida degli insegnanti creare i presupposti per una cultura dell’accoglienza che non emargini chi non è uguale agli altri o chi non è in grado di seguire il ritmo dei migliori.  E , parimenti, l’educazione contro l’omofobia e le discriminazioni da orientamento sessuale devono iniziare con un percorso di formazione proprio nella famiglie e nelle scuole”.

Organigramma ANDDOS 2014:

Presidente: Mario Marco Canale. Vice Presidente: Massimo Florio. Coordinatore Nazionale: Roberto Dartenuc. Direttore amministrativo e Tesoriere: Loris Baroni. Membri ufficio di presidenza: Fabrizio Aiazzi, Angelo Bifolchetti, Stefano D’Agnese, Markus Haller, Sauro Noris, Claudio Santilli. Membri direzione generale: Alessandro Caserta, Angelo Lambrughi, Antonello Poggiali, Claudio Bulgarelli, Davide Valente, Fabio Florini, Flavio Baldassarri, Frank Semenzi, Nicola Fucci, Paolo Barchieri, Paolo Rossetti, Pasquale Ferro, Pier Paolo Cocco, Sauro Noris, Sergio Resmini, Simone Maximiliano. Collegio dei Garanti: Presidente Antonio Bubici. Membri permanenti: Filippo D’Alterio e Roberta Antonioli.