Gallese. Al via i contratti di solidarietà alla Socofer. A renderlo noto è Carlo D’Ubaldo, segretario provinciale Fiom-Cgil, che al termine dell’incontro con l’azienda ha chiarito come verranno gestiti i lavoratori del sito di Gallese. “Non è facile sottolineare l’aspetto positivo in una vicenda che vede l’attivazione di un contratto di solidarietà difensivo per 27 lavoratori di un’azienda leader del nostro territorio”, ha sottolineato D’Ubaldo, “la Socofer è un’azienda che opera dal 1971 nel settore della progettazione, costruzione e fornitura di materiale inerente l’armamento ferroviario e socofertramviario. I suoi principali clienti operano nel settore delle infrastrutture e quindi strettamente collegate a investimenti e finanziamenti pubblici. Il mercato in cui opera la Socofer risente dunque massicciamente del blocco finanziario ed economico e della mancanza di politica industriale del nostro paese. Un blocco che impedisce sia il proseguimento che l’avvio delle grandi opere infrastrutturali che potrebbero costituire un volano per il rilancio economico di tutti i settori e che insieme alla crisi di liquidità, per insolvenza dei creditori o per carenza di accesso al credito, portano tante aziende in Italia a fare i conti con licenziamenti e chiusure. È il primo contratto di solidarietà che si sottoscrive per il settore metalmeccanico nella nostra provincia e pur rimarcando il grande lavoro di convincimento che la Fiom e i suoi delegati hanno dovuto operare verso la proprietà, non possiamo che sottolineare il comportamento virtuoso proprio di questa Azienda che proseguendo nella sua azione di resistenza alla crisi e di tenace attaccamento alla sua storia e al suo futuro non ha mai fatto venire meno un sincero coinvolgimento ai destini delle proprie maestranze. Si è arrivati così ad un accordo che permetterà, attraverso una riduzione dell’orario di lavoro di scongiurare, almeno per i prossimi due anni, l’apertura di una procedura di mobilità con conseguenti licenziamenti e di mantenere le alte professionalità esistenti sperando in una prossima ripresa del mercato. Dobbiamo ora confidare in una pronta approvazione ministeriale e soprattutto in un sollecito disbrigo delle questioni burocratiche affinché il pagamento diretto da parte dell’Inps avvenga entro un tempo accettabile, anche se i numerosi ritardi che registriamo nel pagamento degli ammortizzatori sociali ci consegnano una situazione sociale drammatica che dovrà vedere il massimo impegno, anche di mobilitazione, da parte di tutte le organizzazioni sindacali. Il contratto di solidarietà non è la soluzione ai problemi della crisi ma è uno strumento che permette di mantenere in piedi aziende e posti di lavoro. Speriamo lo capiscano anche quegli imprenditori ancora troppo diffidenti e riottosi verso questo strumento”.