Roma. Lunedì mattina di protesta in Campidoglio per molte educatrici precarie. A una settimana dalla riapertura degli asili e dei nidi comunali infatti si sono radunate sotto la statua del Marco Aurelio, le educatrici precarie che da anni lavorano presso le strutture capitoline. A essere contestato è un bando emesso dall’amministrazione per la formazione di una nuova graduatoria che infatti esclude tutte coloro che hanno già lavorato per almeno 36 mesi, anche nonasilo nido continuativi, per Roma Capitale. A tale proposito, Caterina Fida, dell’Unione sindacale di base, denuncia come “Visto che sono tanti anni, in alcuni casi oltre dieci, che il Comune utilizza contratti precari per far funzionare i suoi asili, abbiamo calcolato che sono 5.000 le insegnanti, precarie storiche, che di fatto rimarranno senza un lavoro”. È stata la Corte di Giustizia Europea a condannare l’Italia per aver utilizzato contratti a tempo determinato per coprire carenze organiche strutturali per le quali invece servivano assunzioni. Il Governo da parte sua, nell’ambito della riforma della Buona Scuola, ha ribattuto concedendo una deroga a nidi e scuole statali, ma non a quelle comunali, così il Comune di Roma ha deciso di emettere un nuovo bando. “Chiediamo al Sindaco e all’assessore Marco Rossi Doria di sospendere il bando e aprire subito un confronto con forze politiche e sindacali per salvaguardare i posti di lavoro e costruire un modello educativo per l’infanzia nella nostra città. È indispensabile che si intervenga a livello nazionale per procedere con le assunzioni così come prescrive all’Italia la Corte di Giustizia Europea, altrimenti ciò che sta avvenendo a Roma accadrà anche in altri Comuni. È necessario combattere gli sprechi e il malaffare, ma non con i licenziamenti e con il peggioramento di un servizio essenziale come l’educazione dei nostri bambini”. Così si pronuncia la consigliera di Sel Annamaria Cesaretti, solidale con le denunce da parte delle educatrici. Giulia Di Giovanni