Rieti. Primo processo e prima assoluzione per Antonio Preite di fronte alla Corte dei Conti, dove la Procura regionale gli contestava un danno di 145mila euro, derivante dall’omesso pagamento dell’Iva dovuta dal Comune nel marzo del 2012 (per un importo pari a 1,9 milioni di euro). Omissione che era costata all’ente 72.609 euro di sanzioni e 73.339 euro di interessi. L’avvocato Mariella Cari ha invece dimostrato che «in ragione del patologico andamento finanziario dell’ente», Preite non aveva praticamente scelta se, con le «misere risorse a disposizione», voleva garantire i servizi pubblici essenziali e il pagamento degli stipendi. E la Corte dei Conti, giudicando la versione di Preite rispondente al vero lo ha assolto, anche alla luce di tuttoINAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO quello che è poi emerso sulla situazione economica e finanziaria del Comune. “Io sono qui che aspetto”, ha detto Preite, “procedimento dopo procedimento, che si faccia chiarezza. Ho fatto degli errori? E’ possibile, ma su 8 dirigenti, un direttore generale, 9 assessori, possibile che abbia sbagliato sempre e solo io ?”. “La questione del ritardo nel pagamento dell’Iva nulla ha a che vedere con il licenziamento del dott. Antonio Preite” replica l’amministrazione comunale, ” Tale provvedimento, infatti, si basa su deliberazioni della Corte dei Conti che attestavano gravi irregolarità contabili e su una serie di atti posti in essere dal dirigente che hanno portato alla integrazione della fattispecie della responsabilità dirigenziale ex art. 21 del decreto legislativo 165/2001. Il procedimento riguardante il pagamento dell’Iva, peraltro, è stato attivato direttamente dalla Corte dei Conti allorquando il Comune ha dovuto riconoscere il relativo debito fuori bilancio, perché l’Iva non solo non era stata pagata, ma neanche iscritta in bilancio”.