Roma. Due ragazzini di 11 anni di origini nomadi provenienti dal campo di Castel Romano sul Frecciarossa Roma- Milano per derubare i viaggiatori. I due, con tanto di biglietto e travestiti da turisti, con calzoncini corti e t-shirt firmate non destare sospetti.  baby borseggiatoriE’ l’ultima delle inchieste seguite dal gruppo Spe della polizia municipale Roma Capitale, guidato dal comandante Antonio Di Maggio, che solo oggi ha fermato otto nomadi, pizzicati in flagranza durante borseggi nella metro e nei treni. Quattro di loro sono giovanissimi, ma già carichi di precedenti penali con una sfilza di reati che vanno dal borseggio, alla rapina impropria, alla resistenza e lesioni. Si tratta di ragazze e ragazzi dagli 11 ai 13 anni: A.C. 11 anni, 13 arresti negli ultimi venti mesi, A.E. 12 anni, 6 arresti, C.S. 11 anni, 8 arresti e O.S. 13 anni, ma arrestato già 8 volte. Tutti accompagnati al Misna in via Annibale di Francia, tutti fuggiti dopo poche ore per tornare al lavoro. In tutto sono 287 i ragazzini e ragazzine, dai 10 ai 17 anni, schedati negli archivi della polizia. Provengono quasi tutti dai campi nomadi di Aprilia (via della Chimica) e Castel Romano. Un racket che sfrutta i minori per borseggi, accattonaggio, truffe alle biglietterie, finte guide turistiche. Di questi solo il 15% sono maschietti, il restante 85% sono donne. Circa 40 le famiglie rom che gestiscono i 287 minori. Si tratta di famiglie di origine serbo-bosniache e altre provenienti dalla Romania. I reati commessi vanno dal furto aggravato, in concorso, rapina impropria, violenza, furto con scasso. Tutti giovani, tutti veloci a muoversi in metro e sulle strade. Sono i ragazzi che hanno il compito di portare i soldi alla base. Prendono il contante dai vari gruppi che operano sul territorio e tornano al campo con i soldi. Questo per evitare che chi ruba venga “intercettato” dalla polizia con troppi soldi in tasca. Un po’ come fanno i furgoni blindati quando prelevano i soldi nei supermercati, evitando un eccesso di contanti in cassa. Un sistema rodato e ben congegnato che consente guadagni da 200 euro, a oltre 4mila euro, ciascuno. E’ il range dei profitti ricostruito nell’inchiesta della polizia locale. Merito della “bravura” dei baby borseggiatori nell’individuare le vittime e delle cattive abitudini dei turistio che non si fidano a lasciare il contante in hotel, portandoselo appresso, consentendo ai ladri più scaltri di “arrivare a guadagnare anche 5mila euro un in giorno”, spiega un investigatore.