Roma. Alle prime ore di stamane, le Squadre Mobili di Roma e Napoli, con la collaborazione di personale del Commissariato di Afragola, hanno dato esecuzione ad alcuni provvedimenti di Fermo di indiziato di delitto, emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 17 componenti di553286_693968300711193_1616690556178318355_n un sodalizio criminoso, operante nel Parco Verde di Caivano (NA), i cui componenti sono ritenuti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti e detenzione illegale di armi, con l’aggravante del metodo mafioso e di aver commesso il fatto col fine di agevolare le finalità delle articolazioni territoriali del clan Moccia.

I fermati sono:
•Antonio CICCARELLI, alias Tonino a munnezza
•Domenico CICCARELLI
•Raffaele LAURENZA, alias o topo
•Roberto DELL’ANNUNZIATA
•Giuseppe ESPOSITO
•Federico MAISTO Ivo
•Luciano GALLO
•Salvatore IMPROTA, alias visitors
•Enrico BERTORELLI
•Mariano Alberto VASAPOLLO
•Pasquale FUCITO, alias marziano
•Angelo FERRAIUOLO, alias cipolla
•Antonio COSENZA, alias Amore
•Angelo ANGELINO

Tre persone sono sfuggite al provvedimento restrittivo e sono al momento ricercate. L’odierno provvedimento restrittivo trae origine dalle indagini svolte a seguito dell’omicidio di Pellino Modestino, esponente di spicco del clan Moccia di Afragola, ucciso a colpi d’arma da fuoco a Nettuno (RM) il 24 luglio 2012; all’epoca dei fatti Pellino era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S., con obbligo di soggiorno a Nettuno. Per tale fatto delittuoso sono già stati destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere Laurenza Raffaele, Belardo Luigi e Dell’Annunziata Raffaele. Le indagini hanno permesso di documentare come Pellino, poco prima di essere ucciso, fosse impegnato nella riorganizzazione dei sottogruppi criminali appartenenti al clan Moccia, ai fini di una più ordinata ripartizione tra gli stessi dei settori illeciti e delle zone territoriali di influenza, necessità che era emersa a seguito della constatata elusione, da parte di alcuni “capozona”, dell’obbligo di versare alla “cassa comune” una quota dei proventi delle attività illecite.
Tra le aree criminali sulle quali il Pellino intendeva riaffermare il suo controllo vi era, per l’appunto, quella di Caivano, comprensiva della fiorente piazza degli stupefacenti nota come Parco Verde, già a quell’epoca gestita dal gruppo facente capo a Ciccarelli Antonio, che vedeva proprio in Pellino un ostacolo alla sua espansione criminale. L’omicidio di Pellino Modestino, quindi, è maturato all’interno dello stesso clan Moccia per contrastare l’egemonia acquisita dalla vittima sui territori controllati dal predetto clan, sfruttando l’assenza di altre figure di rilievo, alcune detenute (come Cennamo Antonio e Iazzetta Filippo) altre, all’epoca, latitanti (come Angelino Giuseppe Peppe o Lupo, attualmente detenuto). Le investigazioni, corroborate dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, hanno fatto piena luce sulle attività di gestione delle piazze di spaccio del Parco Verde di Caivano, territorio controllato militarmente dalla pericolosa associazione facente capo a Ciccarelli Antonio, detto Tonino a munnezza, a carico del quale sono emersi concordanti e puntuali riscontri in ordine alle fattispecie delittuose contestate. Va, inoltre, evidenziato come il contesto criminale in cui si è mossa l’associazione che fa capo a Ciccarelli Antonio, nell’area a Nord di Napoli, sia attualmente oggetto di un violento fermento criminale, sfociato in una serie di episodi allarmanti, tra cui da ultimo gli omicidi di Amaro Gennaro, ucciso l’8.08.2014, e di Solimene Emilio, ucciso il 13.10.2014, nonché di alcuni dei principali protagonisti delle medesime attività d’indagine tra cui Montino Vincenzo, alias Enzolino (ucciso il 17.02.2014), Iavarone Mattia (ucciso il 25.04.2014), Ambrosio Aniello alias o’Ndin (rinvenuto cadavere il 21.02.104 ma ucciso il 17.2.2014) e Scarpa Ciro alias Pallino (ucciso unitamente al Montino il 17.02.2014). Tali omicidi rappresentano, verosimilmente, il lento e progressivo affrancamento di una parte della criminalità caivanese dal controllo di alcuni esponenti legati alla vecchia guardia, con la contestuale affermazione del gruppo criminale capeggiato da Ciccarelli Antonio legato al gruppo cd. Scissionista facente capo alle famiglie Abete-Abbinante-Notturno, nonché al clan Pezzella diretto da Francesco Pezzella alias pane e ran, operativo a Cardito. Nel corso delle menzionate attività d’indagine è stato peraltro sequestrato un arsenale composto da quattro pistole e un fucile mitragliatore, perfettamente efficienti, e 488 cartucce.