Viterbo è in controtendenza ma non è un fattore positivo. se infatti nel resto della Lazio cresce la richiesta di cassa integrazione, a Viterbo no. Rispetto al 2013 la Tuscia segna un -14 per cento di richieste di cassa integrazione. Un segnale uil2positivo? Non secondo la Uil, che ha diffuso i dati.
«Perché sta anche a significare anche – dice il segretario Giancarlo Turchetti – che sono sempre di più le aziende che chiudono i battenti travolte dalla crisi, e di conseguenza i lavoratori che vengono licenziati in via definitiva». Insomma, dal monitoraggio del sindacato emerge che esauriti i termini della cig, la produzione sempre più spesso non riprende e i dipendenti restano a casa senza alcun sostegno al reddito. Con oltre 47mila lavoratori in cassa integrazione, il Lazio è la regione italiana che nel 2014 ha registrato la maggiore richiesta rispetto all’anno precedente: +12,3%. Seguono Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta, con 11,6% e 7,3%. Sono circa 96 milioni le ore complessive di cig richieste nel Lazio lo scorso anno. Il dato più alto degli ultimi cinque anni. Erano state poco più di 85 milioni nel 2013. Circa 88 milioni nel 2012 e poco più di 67 milioni nel 2010 e nel 2011. È la cig straordinaria ad aumentare maggiormente (58 milioni di ore), seguita da quella ordinaria con 21 milioni.