Viterbo. Ieri si è tenuta la conferenza stampa, nell’ex chiesa della Pace, per la presentazione del trasporto 2015 della Macchina di Santa Rosa. Una sola girata, dmacchina-di-santa-rosa-viterbo-3unque. Mentre, a piazza Verdi, ve ne saranno “una e tre quarti. La prima, dedicata a Nello Celestini” e il resto “a quattro facchini morti quest’anno”. I facchini morti: ciascun angelo di Gloria, come è noto, porta la targhetta con, inciso, il nome di un facchino scomparso dopo l’88, quando è nato ufficialmente il Sodalizio. Gloria, rispetto al passato, è appena più alta e decisamente più ambiziosa. Ha, e la si è subito notata, una maggior maestosità. Ma, proprio questo, rischia di essere, paradossalmente, un limite. Non in sè, ma quanto al trasporto. La Macchina, ha detto il capofacchino Sandro Rossi, rischia, “in cinque punti lungo il Corso, di strisciare contro le tegole. Non l’abbiamo mai fatto, e non lo vogliamo. I facchini” ha spiegato “faranno un passo laterale” per tenere tetti e tegole a distanza.