Roma. Domenica scorsa è arrivata alla sala operativa della Questura, tramite il sistema di registrazione degli alloggiati, la segnalazione di un cittadino cinese, ricercato nel suo Paese, ospitato in un albergo di via Veneto. Immediatamente è stata inviata una pattuglia del commissariato Viminale, che però è arrivata quando ormai la persona segnalata aveva lasciato l’albergo insieme ad un suo connazionale. Gli agenti sono quindi andati a redigere gli atti di rito al commissariato Castro Pretorio, dove hanno raccontato l’accaduto al sottufficiale di turno. In quel momento eraimagesno presenti altri due agenti dell’autoradio di Castro Pretorio che, ascoltato il racconto, hanno riferito di aver fatto il medesimo intervento con le stesse identiche modalità il giorno precedente, ma in un altro albergo sempre in via Veneto. Così gli investigatori hanno intuito che probabilmente l’uomo, cosciente di essere ricercato, si stava spostando di giorno in giorno per evitare di essere rintracciato; ma la sua predilezione per soli alberghi di lusso lo ha incastrato. Gli agenti, anticipando la prossima mossa del ricercato, hanno allertato i direttori di tutti gli altri alberghi di via Veneto. Infatti, come previsto, nel primo pomeriggio di quello stesso giorno l’uomo si è presentato in un altro hotel di lusso, ma stavolta il personale addetto ha immediatamente allertato gli uomini del commissariato diretto dal dott. Giuseppe Rubino, che hanno sorpreso il ricercato nella sua camera in compagnia proprio del connazionale che lo aveva accompagnato anche nei suoi precedenti spostamenti. L’uomo è un cittadino cinese di 48 anni, ricercato nel suo Paese di origine in quanto accusato del reato di frode, ora è stato arrestato e messo a disposizione della Corte d’Appello di Roma, che dovrà decidere sulla sua estradizione in Cina. L’altro connazionale è invece stato denunciato a piede libero per favoreggiamento.