Viterbo. E’ di due anni e un mese di reclusione la pena inflitta dal tribunale di Viterbo ad un uomo di Orte accusato di lesioni e maltrattamenti in fatribunalemiglia nei confronti di un fratello malato. Il rappresentante dell’accusa aveva chiesto una condanna più pesante di due anni e mezzo. I difensori dell’imputato hanno annunciato che proporranno appello contro la sentenza. La vittima delle percosse e delle ingiurie, affetto da una grave forma di diabete e costretto a sottoporsi a dialisi, nel frattempo è morto. Ma le sue dichiarazioni rilasciate agli inquirenti subito dopo i fatti, sono state sufficienti a far condannare il fratello. L’imputato, sebbene non avesse alcun rapporto con loro, viveva insieme a due fratelli a Orte. In pratica usava una stanza dell’appartamento sono per dormire. Tossicodipendente e alcolizzato, nel 2009 era stato sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla residenza dei fratelli. Ma lui, non sapendo dove andare, ha continuato a frequentarla. Sono così iniziate le liti, le percosse, gli insulti nei confronti del fratello malato, tanto che in un’occasione è stato ricoverato in ospedale per le lesioni riportate. Il terzo fratello, estraneo ai fatti, non si è nemmeno presentato a testimoniare. Il caso è venuto a conoscenza dei carabinieri grazie alle chiamate dei vicini di casa, impauriti dalle urla che provenivano dall’appartamento abitato dai tre fratelli. Da qui la denuncia per lesioni e maltrattamenti in famiglia. Il pubblico ministero, al termine della requisitoria, ha chiesto che l’uomo fosse condannato due anni e mezzo di reclusione. La difesa, invece, ha sostenuto che non vi erano state percosse ma solo liti tra fratelli. Infine, il giudice ha inflitto all’imputato due anni e un mese di reclusione.