Roma. Piazza dell’Alberone, un pezzo di Roma carissimo ai romani, senza l’alberone. Tra i danni creati dal maltempo che si è abbattuto sulla Capitale, vi sono anche quelli alla memoria storica del quartiere Appio, dove ieri mattina lo storico albero che da il nome alla piazza ha ceduto, portandosi con sé un pezzo di storia della zona. Il lecci48930551-5a7c-4f5d-8375-96575aef5ab7_mediumo si è infatti schiantato al suolo ferendo una donna e, lievemente, anche una ragazzina di 13 anni. Un arbusto storico quello che si trovava fino a questa mattina sulla via Appia, anche se, a dire il vero, non si trattava dell’originale. L’Alberone infatti, inizialmente una quercia di circa duecento anni di età, era stato già sostituito nel 1986 con un leccio, perché ammalato. In quell’occasione una folla di abitanti si radunò per dire addio al simbolo della zona che avevano “vegliato” per mesi e mesi: l’albero morì perchè attaccato dalle termiti e si spense lentamente rinsecchendosi. E fu cosi’ che la quercia cedette il passo ad un leccio ma sempre nello stesso punto, una maxi aiuola ai lati dell’Appia, proprio nelle vicinanze del mercato rionale, di quello che un tempo era il deposito della Stefer, il Poligrafico e davanti al Liceo Augusto. Sotto alcune panchine per sedersi. Perchè l’albero dell’Alberone è sempre stato il punto di riferimento nella zona, anche prima dell’urbanizzazione. Quando l’area era ancora agro romano l’Alberone fu anche luogo di raccolta dei pastori e delle greggi dirette a sud, lungo l’Appia. Poi L’Alberone, toponimo evidente, divenne subito nel quartiere Appio un luogo di aggregazione, un punto di riferimento per la vita della zona. Testimoniò anche eventi storici: nel giorno della caduta di Mussolini il 26 luglio 1943 fu sotto di lui che si riunirono gli antifascisti, i giovani soprattutto, e i componenti della cellula “sovversiva” del vicino Poligrafico. Ora che insieme all’arbusto, è crollato anche un pezzo di storia, al servizio giardini è affidato il compito di sostituirlo nuovamente.