Roma. Stadio diviso in micro settori, telecamere puntate sui quartieri intorno al Foro Italico, da Ponte Milvio a Tor di Quinto, potenziamento della videosorveglianza interna. Potrebbero arrivare però, molto presto, delle celle di sicurezza sotto gli spalti, come avviene già da molti anni in Inghilterra e come chiesto anche da Marino, sindaco di Roma. Il piano per Roma sicura ha un capitolo a se dedicato all’Olimpico. Alfano, dopo gli scontri avvenuti lo scorso 3 maggio prima della finale di Coppa Italia- Tim Cup tra Fiorentina e Napoli, aveva annunciato misure ad hoc per cercare di contenere e arginare le frange estreme delle curve sportive. Un piano che è stato diviso in due filoni, il primo riguardante le normative nazionali, soprattutto se si pensa al Daspo a vita per gli ultrà violenti, e che verrà messo a punto solo dopo le elezioni europee. Roma-stadio-OlimpicoIl secondo, diversamente, è stato già programmato ed inciderà sulla sicurezza all’interno degli impianti sportivi e avrà nell’Olimpico lo “stadio modello” per testare l’efficacia dei nuovi dispositivi.  Una delle misure chiave del piano sarà la video-sorveglianza stradale: saranno installati centinaia di occhi elettronici che punteranno sulle zone attorno al Foro Italico. Verrà inoltre inserita una rete di telecamere collegate con la centrale operativa della Questura che monitorerà in tempo reale cosa succede sui viali di afflusso allo stadio. Da Ponte Milvio al Ponte della Musica, passando per Tor Di Quinto e Lungotevere Diaz, dove due settimane fa si scatenò la guerriglia tra ultrà. “Questa rete di video sorveglianza”, ha spiegato  Angelino Alfano, “verrà realizzata con i fondi europei per la sicurezza e dovrebbe essere attivata prima dell’inizio della nuova stagione calcistica. Se il modello funzionasse poi potrebbe essere esteso anche in altre zone della città, perché l’obiettivo a lungo termine è quello di creare una rete di video-sorveglianza allargata a livello cittadino, come accade già a Milano. Al progetto sta lavorando il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, Salvatore Luongo, che proprio nel capoluogo meneghino ha testato l’efficacia del sistema Grande Fratello. Mentre la rete di negozi della Confcommercio ha già dato la propria disponibilità a connettere i circuiti di videocamere private con quelli delle forze dell’ordine.”