Cassino. Morta per una caduta dalle scale. Sarebbe questa la conclusione di Roberta Bruzzone, consulente della difesa di Tonino Cianfarani, secondo cui la 36enne sorana sarebbe deceduta in modo accidentale. E’ emerso nel corso dell’udienza al Tribunale di Cassino nell’ambito del processo per omicidio e occultamento di cadavere. Il corpo di Samanta Fava, la 38enne di Sora scomparsa il 3 aprile 2012 e ritrovata murata dopo 14 mesi, il 19 giugno 2013, a Fontechiari (in provincia di Frosinone), nella cantina dell’imputato.Samanta Fava, giallo
Secondo i consulenti della difesa, la criminologo Roberta Bruzzone e il medico legale Giuseppe Delli Colli, i quali hanno confutato le tesi dei consulenti del pubblico ministero Alfredo Mattei. “Una morte violenta, da strangolamento provocata con una fascetta auto stringente da elettricista ”, era stata la conclusione dei consulenti della Procura lo scorso 24 marzo. “Una tragica fatalità dopo una caduta avvenuta sulle scale all’interno dell’abitazione”, ha, invece, concluso la criminologa Roberta Bruzzone, a seguito della consulenza medico-legale del dottor Delli Colli. Emotorace massivo destro, vale a dire un accumulo di sangue nella sacca polmonare, la diagnosi sulle cause di morte.