Roma. “A spararmi è stato ‘ o chiattone”. Sono queste le ultime parole confessate ai parenti nei momenti di lucidità da Ciro Esposito, rimasto ferito negli scontri della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina. Il ragazzo è morto ieri mattina per “insufficienza multiorganica non rispondente alle terapie mediche e di supporto alle funzioni vitali”, ma quando non era in coma farmacologico era cosciente e ricordava tutto. Il tifoso napoletano di 24enne ha lasciato, dunque, una certezza ai suoi familiari: a sparargli è stato Daniele De Santis, l’ex ultrà filofascista della Roma detto “Gastone”. Nei 50 giorni di agonia all’ospedale Policlinico Gemelli, Ciro ha riconosciuto da alcune foto sui giornali l’uomo che gli fece fuoco con una pistola quel 3 maggio davanti al circolo di Tor Di Quinto. “Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Ciro in una registrazione audio fatta con uno smartphone quando Ciro stava meglio” ha detto la Tibullo, aggiungendo: “Vedevo Ciro ogni giorno, anche quando era in coma indotto la mamma Antonella mi diceva di parlargli, siamo diventati amici, mi sorrideva, si fidava di me”. Ciro Esposito avrebbe anche affermato che De Santis non era solo, ma questo e altri particolari dovranno essere chiariti con l’aiuto degli inquirenti e la registrazione effettuata dalle telecamere nascoste. Così nel giorno di cordoglio di parenti, amici e della fidanzata Simona, torna in primo piano l’inchiesta e soprattutto la paura delle vendette. Per questo i genitori e altri parenti sono stati sentiti ieri dalla Digos. Mentre l’ex ultrà giallorosso, dopo la morte di Esposito, è stato trasferito per motivi di sicurezza dal Policlinico Umberto I – dove era ricoverato  per la grave frattura a una gamba riportata durante gli scontri in stato di arresto per omicidio volontario – all’ospedale Belcolle di Viterbo. ‘Ora può accadere di tutto’ con i romanisti, dice un capo tifoso del Napoli. Ma la madre di Ciro, Antonella Leardi, ha detto ‘nel suo nome basta con la violenza, ve lo vieto’, ‘nessuno più deve pagare e soffrire per una cosa bella come il calcio che Ciro amava tanto’. La famiglia ha chiesto giustizia, la punizione di chi secondo gli Esposito ha sbagliato – il prefetto e il questore di Roma nella gestione della sicurezza il 3 maggio – descrivendo Ciro come un eroe. ‘Napolitano dovrebbe dargli un encomio’, il padre >>>ANSA/CIRO E' MORTO MA RESTA ACCUSA, MI SPARO' DE SANTISGiovanni. Dal Quirinale alla madre un messaggio di ‘cordoglio del Presidente per le sofferenze e la morte di suo figlio’. Molti i commenti alla morte di Ciro. Addolorato il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. ‘Non deve succedere mai più’, dice l’allenatore Rafa Benitez. ‘La violenza nel calcio non contamini gli altri sport’, afferma il presidente del Coni Giovanni Malagò. ‘La morte di Ciro é una notizia devastante’, secondo il sindaco di Roma Ignazio Marino. Quello di Napoli Luigi De Magistris chiede di accertare eventuali responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico prima della finale di Coppa. Stamattina sarà eseguita l’autopsia, all’Istituto di medicina Legale dell’Università La Sapienza, la salma sarà poi trasferita a Napoli, per la camera ardente a Scampia. Domani alle 16.30 presso piazza Grandi Eventi l’ultimo saluto a Ciro con il rito evangelico.