Roma. Sono ore concitate per cercare di salvare il trasporto pubblico locale. Sull’Atac Ignazio Marino afferma che l’azienda così come è non può più garantire servizi adeguati alla Capitale, e una forma di privatizzazione, seppure parziale, è entrata nell’agenda delle possibili soluzioni a una vicenda che sta mettendo in crisi la stessa amministrazione. Il sindaco lo dice a chiare lettere, nell’incontro di ieri pomeriggio con in sindacati, mentre alcuni dipendenti dell’azienda protestavano sotto le finestre del Camatac romapidoglio. “Il trasporto pubblico si può salvare, con una società unica si può arrivare a risparmiare dai 200 ai 400 milioni di euro”. Questa la risposta di Cgil di Roma e del Lazio, Cisl Roma e Uil di Roma e del Lazio, in occasione della presentazione dello studio, realizzato in collaborazione con l’Eures, sul Tpl regionale, per dimostrare che il trasporto pubblico della capitale può essere salvato, garantendo così anche risparmi e qualità del servizio. “I continui tagli governativi sul trasporto pubblico locale hanno ingigantito le già forti criticità che vive il settore: 850 milioni di tagli (a livello nazionale) negli ultimi cinque anni, di cui 664 solo negli ultimi due. Se a questo aggiungiamo che la Regione Lazio risulta essere la più penalizzata con un taglio che sfiora il 32% rispetto alla spesa storica (per fare un paragone, in Lombardia il taglio non va oltre il 10%), si può bene capire quanto sia necessario attivare strumenti mirati a razionalizzare la spesa”. “Servizi poco efficienti e costi e dispersione di capitali che potrebbero essere evitati attraverso la costituzione di un’agenzia unica prima e di un’azienda unica subito dopo. Il sindacato ha proposto sin dal 2007 alla Regione l’accorpamento delle varie società esistenti, presupponendo un forte risparmio della spesa pubblica Oggi dimostreremo, dati alla mano, a quanto ammonterebbe tale risparmio e come risolvere il garbuglio attuale, partendo dall’accordo siglato lo scorso 17 luglio”. “Nel primo semestre 2015 Atac -ricordano- ha percorso 4 milioni di chilometri in meno rispetto a quanto previsto nel contratto. Cotral è stata costretta a tagliare oltre 3 milioni di chilometri di corse lo scorso anno. Dei 2.089 autobus Atac attualmente sono in circolazione soltanto 1.167, che diventano 1.532 durante il periodo invernale. E degli oltre 5 mila autisti, almeno il 10% è costretto ogni giorno a rimanere in deposito per mancanza mezzi, determinando un incremento dei tempi di attesa da parte dell’utenza”. “Ovviamente non è tollerabile una situazione del genere: cittadini e lavoratori” avvertono i sindacalisti “sono esasperati, come vediamo quotidianamente e la politica reagisce addossando loro le responsabilità di negligenze, per usare un eufemismo, perpetrate negli anni”. “L’agenzia e l’azienda unica permetterebbero, come abbiamo dimostrato con i numeri, di salvare il trasporto pubblico e la qualità del servizio. L’importante è voler recepire ed agire in sinergia e con lucida concretezza”, concludono.