Roma. Il prefetto Gabrielli annuncia duemila uomini in più per la sicurezza della Capitale e un cambio di marcia sull’emergenza nomadi. Lo rende noto in occasione di una visita nel III Municipio, dopo il grido d’allarme lanciato dai comitati di quartiere Le Valli-Conca d’oro e Jonio Cervialto. Gabrielli, che non si è voluto sostituire al sindaco Marino come ha ben specificato, ci ha tenuto ad incontrare di persona gli abitanti per capire meglio le tante criticità del quartiere. francp gabrielliIn primis il problema della sicurezza e della mancanza di agenti sulle strade. Sono troppi i furti, gli scippi e le aggressioni, dicono i cittadini, che ogni giorno si registrano in un quadrante della città che raccoglie oltre 300mila residenti e che vede impegnati poche decine di poliziotti e carabinieri. Emergenze che si acuiscono soprattutto di notte quando diminuiscono i controlli e di conseguenza aumenta la criminalità. Per dare subito una risposta forte da parte delle Istituzioni, Gabrielli ha assicurato la presenza di duemila uomini in più nella Capitale per gestire meglio la sicurezza, anche e soprattutto in previsione del Giubileo. Mille agenti di polizia e mille militari (che arriveranno direttamente da Expo’), a partire dai primi di novembre, verranno impiegati nelle stazioni e nei commissariati di zona di tutta la città, per controllare meglio il territorio. E a trarne giovamento non saranno soltanto i municipi del centro, ma anche quelli di periferia. Secondo il Prefetto “con una equa distribuzione si può garantire più efficienza e capillarità in una metropoli complessa come Roma”. In particolare il rafforzamento di controlli all’interno e intorno alle fermate delle linee della metropolitana aiuterà ad eliminare un gran numero di piccoli reati molto spesso legati alla presenza di rom. E sull’emergenza nomadi nella Capitale Gabrielli vorrebbe cambiare marcia. “E’ finito il tempo degli sgomberi, bisogna prima trovare delle soluzioni alternative da mettere in pratica nelle aree dove è forte la presenza di rom e poi bonificare le zone interessate. Le task force costano troppo e ripeterle ogni 2-3 giorni, il tempo che impiegano i nomadi a tornare su un terreno ripulito, diventa uno sforzo improduttivo. Ad esempio realizzare un orto urbano nel fazzoletto di terra appena liberato da una baraccopoli, può essere un ottimo deterrente contro la nascita di un nuovo insediamento abusivo”. Ma la vera sfida per eliminare il problema è quello di cambiare le leggi. Secondo il Prefetto “non è possibile che a Roma esistano tre tipologie di campi nomadi: i villaggi autorizzati, gli irregolari e quelli tollerati. In nessun altro paese d’Europa esiste questo terzo tipo di soluzione. Solo in Italia, con un legislatore così garantista, si assiste a questo modo improduttivo di affrontare le emergenze”. Il Prefetto Gabrielli, da Via Val Padana, ha lanciato la sfida, speriamo che almeno qualcuno raccolga il suo guanto per rendere più vivibile e sicura la città.