teatroFrosinone. Sono gli attori Glauco Mauri e Roberto Sturno a proporci lo spettacolo “Quattro buffe storie” andato in scena al Teatro Nestor lunedì 26 Gennaio. Le quattro storie sono Cecè e La patente di Luigi Pirandello, Domanda di matrimonio e Fa male il tabacco di Anton Checov.

Glauco Mauri personaggio di spicco del teatro italiano è attore di grande fama, regista d’opera, doppiatore oltre che Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.

Guardando al mondo di oggi i personaggi grotteschi di Pirandello sono più che mai attuali.

Cecè, commedia in atto unico scritta da Pirandello nel 1913, mette in risalto un uomo cinico capace di imbrogliare il prossimo senza alcuno scrupolo in una Roma fatta di scandali e corruzione politica. Cento anni dopo l’uomo è ancora lo stesso.

Ne “La patente”, scritta nel 1917, Rosario Chiarchiaro additato da tutti come iettatore chiede al Giudice del Tribunale una patente per esercitare legalmente quella professione nella quale la società lo ha imprigionato facendo pagare una tassa che gli servirà per mantenere se stesso e la sua famiglia.

“Il male si può fare a tutti, il bene solo a coloro che ne hanno bisogno” ed è per sopravvivere che Rosario diventa iettatore, costretto a rendere vera la maschera dell’apparenza.

Anton Checov ci narra, dentro una sottile ironia, vizi e debolezze di piccoli uomini borghesi e delle loro vicende familiari. Ne La domanda di matrimonio Ivan Vasilevic Lomov si presenta a casa di un noto possidente per chiedere in moglie la di lui figlia. La storia si snoda tra vari equivoci, battibecchi tra i futuri sposi circa il patrimonio di famiglia. E, ancora, ne «Il tabacco fa male» (1886) il protagonista è un pover’ uomo, schiavo della moglie, che lo comanda a bacchetta e lo obbligherà a tenere una conferenza sugli effetti nocivi del fumo per obbligarlo a smettere di fumare.

Il pubblico di Frosinone sempre numeroso ha dimostrato, ancora una volta, di apprezzare lo spettacolo con applausi a scena aperta.

Gli attori con un cambio d’abito e di mobilio sulla scena ci fanno vivere i diversi personaggi con una triste ironia pensando che non sono troppo lontani dalla realtà in cui viviamo. Il loro tempo è anche il nostro tempo anche se sono passati cento anni: l’uomo furbo e imbroglione esiste come sono sempre vivi quegli intrighi familiari.

Il prossimo spettacolo è fissato per il 17 Febbraio con “Una famiglia quasi perfetta” scritto, diretto e interpretato da Carlo Buccirosso. (m.dv.)