Roma. Il Campidoglio vince contro Manlio Cerroni, patron dell’ex mega discarica di Malagrotta, chiusa nell’ottobre 2013 dopo oltre 30 anni, evitando così il pagamento dei 900 milioni di euro che avrebbe potuto mettere a serio rischio il futuro di Ama. Ignazio Marino esulta “È una vittoria della giustizia. In questo modo finisce per sempre l’era di Malagrotta e del monopolio privato della gestione del ciclo dei rifiuti nella nostra città”. Il Consorzio Laziale Rifiuti, Colari, aveva richiesto ad Ama un risarcimento dell’ammonRome's Mayor speaks in Madridtare di 900 milioni di euro per il mancato utilizzo per dieci anni dei due impianti Tmb e del gassificatore di Malagrotta. Pretesa avanzata a seguito del contratto stipulato con Ama nel 2009 per l’utilizzo, per sei mesi, dei due impianti Tmb. Il consorzio, spiegano dalla municipalizzata del Campidoglio, sosteneva che Ama avrebbe dovuto stipulare un accordo decennale per il trattamento e lo smaltimento della parte di rifiuti indifferenziati che non era possibile lavorare negli impianti Tmb di proprietà Ama. È la prima volta in 38 anni che Ama vince su Colari. Si chiude per sempre un capitolo. Si chiude per sempre un monopolio privato che durava dal 1963. “Una gran bella notizia per tutta la città di Roma” afferma l’assessore capitolino all’Ambiente Estella Marino “È finita del tutto l’epoca di una gestione poco trasparente dei rifiuti. Finalmente possiamo guardare al futuro con serenità” . Per il presidente di Ama Daniele Fortini si tratta di “un importante successo” non solo per l’azienda ma anche per l’amministrazione capitolina. “Abbiamo infatti eliminato il più forte ricatto che incombeva come un macigno sulla continuità aziendale e sulla sopravvivenza stessa di Ama” spiega “Se il collegio arbitrale, infatti, avesse condannato l’azienda a risarcire un importo, seppur ridotto, ciò avrebbe potuto pregiudicare fatalmente il futuro di Ama”. E ora si potrà mettere in atto la strategia rifiuti targata Marino. “La città cammina con le sue gambe” afferma il sindaco -“e in questo modo il ciclo dei rifiuti verrà certamente gestito nei prossimi anni con quella visione che io ho voluto sin dall’inizio: rinuncia a qualunque tipo di discarica o inceneritore e una differenziata che ci ponga come esempio per le altre Capitali europee e non asini con le orecchie messi dietro la lavagna come eravamo durante la giunta Alemanno”.