Viterbo. “Da mesi andiamo dicendo che la soppressione delle Province così come intesa dal sottosegretario Delrio avrIl-Bibliotecario-c.-1570ebbe portato ad una sensibile diminuzione dei servizi ai cittadini. Il caso del Consorzio Biblioteche è il primo eclatante esempio della depauperizzazione del territorio ad opera dei tagli del Governo. E purtroppo non sarà neanche l’ultimo”. Così il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, interviene sulla situazione della biblioteca consorziale cittadina dopo il grido d’allarme lanciato dal commissario straordinario Paolo Pelliccia, preoccupato per la sopravvivenza della struttura. La Provincia di Viterbo, insieme al Comune capoluogo, è infatti uno dei due Enti consociati che hanno contribuito negli anni a finanziare le attività del Consorzio, vera e propria eccellenza culturale del Viterbese. Per il 2015, tuttavia, Palazzo Gentili non potrà più garantire le risorse necessarie a seguito della riforma Delrio. “La norma del Governo Renzi è molto chiara e non attribuisce più alle amministrazioni provinciali le competenze, e i relativi fondi, in materia di cultura. Di conseguenza i servizi erogati dal Consorzio Biblioteche, così come dal Laboratorio di restauro, vengono considerati tra quelli non essenziali per le Province e pertanto non meritevoli di adeguati finanziamenti. Questa situazione ci metterebbe nella condizione di non poter più sostenere due dei principali poli culturali del territorio come fatto fino ad oggi”. Il presidente chiarisce comunque che la Provincia sta tentando di trovare una soluzione. “Stiamo cercando di ottenere fondi diretti dalla Regione Lazio – dichiara – per il Consorzio Biblioteche e per il Laboratorio di restauro, due realtà che non vogliamo veder cadere sotto i colpi dissennati della scure del Governo Renzi. Abbiamo già mandato alla Pisana una nota in merito, illustrando l’assoluta necessità di non perdere due eccellenze del territorio. Contiamo almeno su un concreto impegno da parte dell’ente regionale per il prosieguo dell’attività di queste due realtà o ancora partecipate dalla Provincia e gestibili direttamente dalla Regione, che, pur se non considerate essenziali dall’Esecutivo, rappresentano un vanto e un riferimento irrinunciabile per Viterbo”. “Non lasceremo nulla d’intentato, pur avendo purtroppo poco margine di manovra – conclude il presidente della Provincia – grazie al Governo di Matteo Renzi. I tagli ai finanziamenti più che ‘pelosini’ andrebbero pertanto definiti esclusivamente come governativi, visto che portano la firma e la faccia dell’ex sindaco di Firenze e del suo fido sottosegretario Graziano Delrio”.