Roma. La manifestazione aperta dal sindaco di Roma è partita sabato scorso, 7 giugno, da piazza della Repubblica per raggiungere il Colosseo. In contemporanea si è tenuta la «marcia per la famiglia» di Forza Nuova. «Stessi diritti per tutti e l’amore sopra ogni cosa». Il sindaco Marino ha aperto il corteo del Roma Pride 2014 con la fascia tricolore. «Bisogna fare una legge a livello nazionale, è una vergogna che l’Italia non abbia dato gli stessi diritti per tutti i cittadini». E poi ha aggiunto: «Entro giugno chiederò al presidente della giunta capitolina di portare a termine la delibera sulle unioni civili, e poi faremo il riconoscimento dei matrimoni già stipulati all’estero». Quando gli viene chiesto se questa sia una promessa, Marino risponde sicuro: «No, è una certezza». Alla domanda invece che gli viene posta riguardo gli impegni del premier Renzi, cambia argomento: «Sono qui per festeggiare il corteo». Duecentomila manifestanti al Gay Pride di Roma, giunto alla ventesima edizione; palloncini, bandiere, colori, abiti sgargianti, cartelli contro ogni forma di discriminazione e tantissima musica. La sfilata, composta da quindici carri, ha attraversato il centro della Capitale di sabato pomeriggio sotto un sole battente, con temperature che si aggiravano attorno ai 34 gradi. Ma il caldo cocente non ha fatto desistere nessuno, anzi! «Al Comune di Roma chiediamo il mantenimento dell’impegno preso sull’istituzione del registro delle Unioni Civili e che, come hanno già fatto Fano, Grosseto e Latina, trascriva i matrimoni tra persone dello stesso sesso che si sono celebrati all’estero» ha chiesto a gran voce il rappresentante del Roma Pride 2014, Andrea Maccarrone. Non esiste etero, gay, lesbica, trans, esiste l’essere. Se ogni cittadino fosse libero da pregiudizi allora si vivrebbe davvero in un paese Pride. Una bellissima iniziativa, un corteo di speranza, che ha motivato migliaia di persone a credere che un mondo migliore sia possibile, un mondo privo di pregiudizi, che riguardino i gay, il bullismo o il mondo del lavoro. È l’essere umano a contare e non è concepibile che nel 2014 si abbia ancora davanti uno scenario di suicidi dovuti al fatto di non essere accettati, per motivi diversi, dalla comunità. ++ Gay:Marino, presto a Roma unioni civili,ma non basta ++Le speranze dell’Italia e dei romani in particolare sono senz’altro che Marino porti avanti questa nobile causa ma che abbia buoni propositi anche per il restauro di alcune importanti strade romane ancora poco agibili a causa degli alluvioni del passato inverno! Giulia Di Giovanni