Rieti. “Mistificazione e paranoia. Bastano queste due parole per riassumere le dichiarazioni rilasciate dai Consiglieri Sebastiani, Festuccia e Barbante”. E’ quanto si legge in una nota stampa del Sindaco Simone Petrangeli e l’Assessore alle Politiche Socio Sanitarie Stefania Mariantoni, “la concessione di un asilo, definita a vantaggio di cooperative nostre amiche, rappresenta, infatti, l’ultimo atto di una crisi di nervi che da tempo colpisce una parte della minoranza capitanata da un Consigliere comunale condannato dal Tribunale di Rieti per truffa aggravata ai danni dell’Amministrazione comunale. Per chiarire definitivamente ed evitare ulteriore confusione nelle famiglie, fin troppo strumentalizzate per fini elettorali, possiamo dire, innanzitutto, che non c’è alcuna relazione tra il servizio di prevenzione primaria Spazio Famiglia e il servizio di nido antimeridiano. Parliamo di servizi diversi che sì coabiteranno in una stessa sede ma con orari diversi e diverse gestioni. Anzi sarà assolutamente necessario possedere competenze, esperienze e formazione completamente diverse. –  Chi mischia le due cose, dunque, oltre a dimostrare assoluta ignoranza in questa materia, a cui siamo ormai abituati, lo fa con l’unico obiettivo di mistificare la realtà creando disinformazione e di conseguenza strumentalizzando utenti e cittadini. Inoltre si fa anche confusione tra il servizio sito in Via Lama, che non è certo comunale, e quello di Via Martiri delle Fosse Reatine. Lo Spazio Famiglia, è ormai evidente, è continuamente attaccato perché è un successo della Giunta Petrangeli e di certo non si può affermare che il costo di quella struttura è alto considerando che è operativa tutti i giorni e offre all’utenza attività completamente gratuite. In 6 mesi oltre 400 persone, non solo bambini ma anche genitori, donne e ragazzi, si sono rivolte allo Spazio Famiglia, un risultato di cui siamo orgogliosi ma che, evidentemente, infastidisce qualcuno e forse lede anche qualche interesse. Ricorscuola_materna_ciancarelli_4-690x420diamo, inoltre, che il servizio dello Spazio Famiglia è stato affidato attraverso una regolare procedura di gara”. Prosegue la nota, “In merito agli asili comunali, la vicenda è molto chiara: la legge va rispettata e la gestione deve essere razionalizzata e ordinata. Stiamo riportando tutto entro le regole e le proteste vedono in prima fila solo chi per anni, senza alcun ritegno, ha lucrato su una gestione pubblica dissennata e illegale. Un servizio pubblico può essere gestito sotto diverse forme e la cosiddetta gestione in economia o diretta è possibile solo in presenza di personale pubblico che eroghi il servizio. In base a ciò è chiaro che attualmente non c’è una gestione pubblica bensì una gestione mista che riesce nell’impresa di racchiudere in sé gli aspetti negativi sia della prima sia della seconda. La gestione degli asili va normalizzata, essi rimarranno pubblici offrendo servizi migliori all’utenza e differenziandosi nell’offerta. In tutta Italia, vista la progressiva diminuzione del personale pubblico in questo settore, gli asili comunali sono gestiti in concessione sotto il controllo pubblico. Ci chiediamo per quale motivo nessuno si ponga il seguente problema: come mai a Rieti l’ospitalità di un bimbo in asilo nido comunale costava 1.500 euro/mese e dopo il nostro arrivo ne costa 1.200, mentre a Terni, Roma e Perugia oscilla tra i 600 e gli 800 euro? E la qualità degli asili nido di Terni, Perugia o Roma non è di certo inferiore a quella delle nostre strutture.
Purtroppo negli anni di governo della destra hanno tutti abusato delle risorse pubbliche rendendo clientelare la gestione di qualsiasi servizio, a detrimento della collettività e degli utenti. Quanto abbiamo fatto era necessario per ripristinare la legalità e mettere in sicurezza un settore che era ridotto allo stremo, e quanto abbiamo trovato, non a caso, è più volte finito all’attenzione dell’Autorità giudiziaria e della magistratura contabile. Lo abbiamo fatto perché vogliamo migliorare e ampliare ulteriormente i servizi, aprire prima e chiudere dopo, differenziare l’offerta e aprire una sezione primavera comunale. Tutto questo è possibile cambiando la gestione e valorizzando sia il personale pubblico sia il personale della cooperativa”. Concludono Pietrangeli e Mariantoni, “riceviamo ogni giorno mamme e padri stufi di essere coinvolti e strumentalizzati in questa scellerata polemica. Alcuni genitori, ma anche operatori, ci hanno riferito di essere stati invitati a protestare contro il Comune per questioni che poco riguardano i bambini e le loro esigenze. Pettegolezzi e strumentalizzazioni non fanno bene agli asili e non fanno bene alla Città ma solo a chi vuole mantenere rendite di posizione e vergognosi privilegi continuando ad abusare delle risorse pubbliche”.