Roma. In tempo di crisi anche comprare una lapide per il proprio caro estinto può essere un problema. E anche il boom delle cremazioni non aiuta il settore, perché non sempre l’urna viene tumulata. A Roma una delle imprese storiche, la Santa Ninfa Marmi, è corsa ai ripari con un’offerta che non aiuta solamente la clientela in difficoltà, ma anche la outlet_lapidi_funebristessa azienda. “Usiamo il travertino romano che si estrae a Tivoli”, spiega Adriano Grammaroli, uno dei tre titolari dell’impresa. “Ce n’è in quantità. E’ il più usato a Roma, da sempre. Ci costruiamo tombe, rivestimenti e cappelle. Con quello che avanza ci facciamo le lapidi in offerta”. Un’idea, spiega Grammaroli, che “funziona, attrae il cliente al punto vendita. Che poi, magari, si sposta su una spesa più importante…”. Oppure, continua, “il cliente sceglie il modello più economico, per risparmiare, poi ci aggiunge un accessorio”, spendendo alla fine quanto avrebbe speso senza sconti. I tempi, racconta Grammaroli, sono cambiati. “Venti, trent’anni fa si spendevano soldi. C’era un’usanza che oggi non c’è più. Anche la cremazione ci penalizza: non si seppellisce più e l’urna si tiene a casa”. Poi c’è anche un’altra questione, non da poco: “Alcuni comuni, tra poco anche quello di Roma, hanno già il marmo a disposizione per la lapide, senza il nome scritto. Al massimo il marmista aggiunge le trenta lettere che servono e ha finito il suo lavoro”.