Roma. L’amministrazione capitolina, in questi ultimi tempi di crisi, punta a fare cassa con le monetine lanciate nelle fontane di Roma. Sui tavoli della giunta è arrivato ieri il testo della delibera predisposto dalla Roma - Sopralluogo fontana di TreviSovrintendenza capitolina ai Beni culturali che punta ad “essere l’esclusiva e legittima destinataria ed accipiens delle monete lanciate negli invasi delle fontane storico-artistiche di Roma Capitale”. Il provvedimento coinvolge le fontane delle piazze di Spagna, Navona, Barberini, della Rotonda, del Popolo, Colonna, Santa Maria in Trastevere, Mattei, Esedra, dell’Acqua Paola (il più noto Fontanone), del Quirinale, Madonna ai Monti, Santa Maria Maggiore e via del Babuino. Fontana di Trevi al momento dovrebbe seguire un regolamento a parte, mantenendo l’esclusivo rapporto con la Caritas. Le monetine che dal 3 novembre, giorno di riapertura dopo il restauro durato un anno e mezzo, i turisti torneranno a lanciare nella grande vasca della Dolce Vita, saranno “esclusiva proprietà” del Comune, “ma con l’accordo di essere versate alla Caritas”, dicono dall’Assessorato alla Cultura. Business non da poco quel rito propiziatorio per un ritorno nella Città eterna, per una media annuale di circa 1 milione di euro.