Roma. Inizia oggi il vero processo a Mafia Capitale ed ai suoi due registi Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Quarantasei imputati, un esercito di sessanta avvocati, oltre 130 udienze previste fino a luglio. Migliaia di intercettazioni e centinaia di documenti depositati. buzzi carminatiOttanta gli accrediti per telecamere e fotografi giunte in questi giorni alla presidenza del Tribunale, tra cui molte richieste straniere. Il procedimento a Massimo Carminati e al suo gruppo criminale arriverà nelle case di mezzo mondo per raccontare il malaffare che ha caratterizzato l’amministrazione di Roma negli ultimi anni, il marcio che si annidava nei palazzi del potere capitolino. In queste ore sono in via di trasferimento gran parte degli imputati così come disposto dal presidente della sezione Rosanna Ianiello: una quindicina di persone, detenute in varie parti di Italia, saranno trasferite nel carcere di Rebibbia in modo da poter essere presenti dalla seconda udienza in poi al processo, mentre ciò che accadrà oggi in aula Occorsio lo potranno seguire in videoconferenza. Non potranno, invece, mai essere presenti al processo tre imputati eccellenti che avranno solo il video come opzione per seguire le varie udienze. Si tratta di Carminati, l’ex terrorista ritenuto a capo del clan e attualmente detenuto in regime di 41 bis a Parma, Salvatore Buzzi, ras delle cooperative e braccio operativo dell’organizzazione e Riccardo Brugia, uomo legato a Carminati e presunto custode di armi, mai però trovate dagli inquirenti. In aula ci saranno i 22 imputati ai domiciliari, compresi ex amministratori locali come Mirko Coratti, già presidente Pd del Consiglio comunale, e Giordano Tredicine, consigliere comunale Pdl. E probabilmente anche Luca Odevaine, da due giorni ai domiciliari. “Quando sarà il momento opportuno Massimo Carminati si difenderà in maniera diversa rispetto agli altri processi in cui è stato coinvolto e nei quali ha mantenuto un dignitoso silenzio”. Così l’avvocato Giosuè Naso, arrivando in tribunale a Roma, ha annunciato la strategia difensiva del principale imputato per mafia capitale. Il legale ha poi auspicato che quello che si apre oggi a Roma “sia un processo normale: tutta questa montatura mediatico-giudiziaria non fa bene al processo. Se un processo deve dare risposte ad esigenze meta-giuridiche non va bene, i processi dovrebbero essere dei semplici tentativi di accertare verità singole”. “La mafia sotto il profilo penale è qualcosa di diverso e molto più grave”. Dello stesso avviso anche Fabrizio Gallo, avvocato di Roberto Lacopo, il benzinaio gestore dell’area di servizio di Corso Francia considerata una delle basi di Massimo Carminati. “Questa non è mafia, la mafia è una cosa seria. Questo processo doveva chiamarsi Corruzione Capitale”. Salvatore Buzzi assisterà oggi alla prima udienza del maxiprocesso per Mafia Capitale in video conferenza dal carcere di Tolmezzo (Udine), ma non rilascerà dichiarazioni. Lo ha confermato il suo legale Alessandro Diddi prima di entrare in tribunale. “Chiederemo al Tar di annullare il divieto di assistere di persona alle udienze, Buzzi non è in un carcere di massima sicurezza e a queste condizioni questa non è una difesa. Inoltre Chiederemo il patteggiamento e stavolta sarà il giudice a decidere senza necessità del parere della procura. Se ci danno il patteggiamento facendo cadere l’accusa di associazione mafiosa ce ne usciamo tranquillamente dal processo”.