Roma. L’organizzazione criminale guidata da Massimo Carminati si espande in “seguito alla nomina di Alemanno quale sindaco di Roma”. E’ quanto spiega il tribunale del Riesame nelle motivazioni con le quali ha rigettato le istanze di scarcerazione di Carminati e di altri quattro arrestati per associazione per delinquere di stampo mafioso nell’inchiesta di mafia capitale: Riccardo Brugia, Emilio Gammuto, Fabrizio Franco Testa, Roberto Lacopo. Per i giudici, “molti soggetti collegati a Carminati da una comune militanza politica nella destra sociale ed eversiva e anche, in alcuni casi, da rapporti di amicizia, avevano assunto importanti responsabilità di governo e amministrative nella capitale”. Nelle 87 pagine di motivazioni si legge, tra l’altro, che per contestare l’aggravante mafiosa “è sufficiente” cheSchermata-2014-12-03-a-20.45.22 “l’associazione si avvalga della forza di intimidazione e goda cioè di quella che è stata efficacemente definita ‘fama criminale’”. Secondo i giudici del Riesame, dunque, “atti di violenza e di minaccia possono essere anche del tutto assenti nel caso in cui l’organizzazione criminale possa limitarsi a sfruttare la carica di pressione già conseguita dal sodalizio”. Da questo punto di vista, dunque, il collegio legittima e condivide l’aggravante mafiosa per una struttura criminale come quella guidata da Carminati, nonostante la sua diversità rispetto alle altre organizzazioni mafiose. Restano in carcere Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero arrestati nell’ambito dell’inchiesta ‘Mafia capitale’ e accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame che ha respinto il ricorso presentato dai due per chiedere la revoca di custodia cautelare. L’accusa per i due calabresi è quella di aver fatto da tramite tra il clan Mancuso, che opera nel vibonese, in Calabria, e alcune cooperative riconducibili a Salvatore Buzzi considerato strettamente legato a Carminati.