Roma. Non più solo italiani anche e soprattutto Ghanesi, nigeriani, senegalesi, tunisini e marocchini sono loro i nuovi protagonisti della piazza dello spaccio di stupefacenti nella capitale. Secondo una mappa tracciata dalla prefettura gli italiano si concentrerebbero sul litorale di Ostia, a San Basilio e a Tor Bella Monaca. A Boccea ci sono gli Albanesi ed i nordafricani, Tunisini, Mrocchini, Nigeriani ed Etiopi a Termini a Esquilino. Ghanesi, Nigeriani e Senegalesi al Pigneto, Tunisini e MArocchini a San Lorenzo ed infine, si fa per dire, Nigeriani, Ghanesi ed Albanesi a Finocchio e Borghesiana. Ma a riguardo, dopo quanto accaduto a Tor Bella Monaca e al Pigneto, il prefetto Franco Gabrielli ha promesso il pugno duro con l’espulsione per motivi di ordine pubblico e sicurezza. Finora in molti se l’erano cavata pure dopo essere finiti nelle celle di sicurezza di caserme e commissariati: processati per direttissima e subito rimessi in libertà con la pena sospesa o l’obbligo di firma per il piccolo quantitativo di droga detenuta. L’escamotage è presto detto: nelle tasche i pusher non tengono che piccole dosi. nascondendo il grosso tra le gomme delle auto in sosta o in qualche altro riparo vicspaccio-di-drogaino. Al massimo spacciano al minuto 0,3 o 0,4 grammi di cocaina o piccole quantità di fumo e rischiano di perdere, se scoperti, una decina di grammi in tutto. Così molto spesso davanti al magistrato di turno la passano liscia. La loro forza sta nella capillarità: si muovono in gruppetti di 8-10 persone, ognuna con un suo ruolo, avvicinare il cliente, passare la dose, nascondere la droga. E sanno bene che, messi alle strette, possono giocarsi persino l’ultima carta: aggredire il poliziotto o il militare perché per loro spesso è meglio prendersi uno schiaffo che reagire e finire sotto processo.