Frosinone. Analisi del Dna per 83 persone tra amici, conoscenti e coloro che hanno avuto a che fare con Serena Mollicone. Lo ha disposto il procuratore capo Mario Mercone ai carabinieri del Ris di Roma. Tutti sono stati convocati dalla Procura della Repubblica per il prelievo delle impronte digitali e del dna. Sono stati convocati dalla Procura della Repubblica per il prelievo delle impronte digitali e del dna e nei prossimi giorni saranno pronti i risultati utili a risolvere il giallo di Serena Mollicone, scomparsa il primo giugno 2001 e ritrovata uccisa, legata e imbavagliata, due giorni dopo nel boschetto di Fonte Cupa ad Anitrella, nel Frusinate. Serena MolliconeNel primo maxi campionamento che ha dato esito negativo per tutti, erano state individuate 310 persone, ora altre 83, per cui il numero dei soggetti attenzionati sale a 398. La nuova tranche di accertamenti tecnici non ripetibili è in corso al comando provinciale dell’Arma e in alcune stazioni, dove i soggetti si stanno recando per il tampone salivare e le impronte digitali.

Serena Mollicone, 18 anni, esce di casa al mattino il primo giugno di 13 anni fa. Deve andare all’ospedale di Isola Liri dove arriva alle 8,50; deve sottoporsi ad un’ortopanoramica. Dopodiché torna ad Arce.
A questo punto emergono le prime incongruenze: alcune testimonianze indicano la presenza di Serena in vari posti ma la tesi più accreditata la trova alle 13,15 ad Arce mentre rientra a casa. Da questo momento della ragazza non si sa più nulla. Nel pomeriggio doveva incontrare il suo fidanzato, Michele Fioretti che non vedendola avverte il padre di Serena. Dopo varie ricerche, in serata, Guglielmo Mollicone avvisa i carabinieri.
Trascorre la notte, e al mattino, di Serena, non si hanno ancora notizie. Il papà stampa volantini e attacca manifesti con il volto della figlia sui muri del paese. La popolazione si attiva e le ricerche si fanno più intense in tutta la zona. Trascorre un’altra notte e l’angoscia lascia spazio alla disperazione quando, a mezzogiorno, in un boschetto, viene trovato il corpo.
A fare la scoperta un gruppo di volontari della Protezione civile. Il cadavere è nella radura di Fontecupa, frazione di Anitrella, pochi chilometri da Arce. La scena che si presenta ai volontari è agghiacciante: il corpo è tra la sterpaglia, la testa è imbustata, braccia legate dietro la schiena con nastro adesivo e filo metallico, anche le gambe e i piedi sono legati con filo metallico. La bocca e il naso sono tappati con carta assorbente. Nei pressi del corpo ci sono i suoi libri, fogli e un paio di forbici. Spariti un mazzo di chiavi, lo zaino e il portafogli.