Roma. Stavolta il ‘po po po’ lo cantano loro, e a Roma, per festeggiare la vittoria nel Mondiale di calcio. Centinaia di tedeschi hanno fatto festa questa notte davanti al maxischermo ai Fori Imperiali dove si risente anche il motivetto sulla melodia di ‘Seven Nation Army’ che accompagnò l’Italia nella conquista della Coppa, proprio in Germania, Mondiali: Germania-Argentina, la finale nei volti dei tifosi a Romanel 2006. L’immagine simbolo del tripudio dei tedeschi, la maggior parte giovanissimi, è un bambino di nemmeno dieci anni sulle spalle del padre, con una bottiglia di birra in mano e sul petto nudo la scritta ‘Goetze’, l’autore del gol decisivo. Con lui gridano ‘Deutschland’, bevono e si abbracciano a un passo dall’Altare della Patria. “Siamo i più forti, ora anche nel calcio”, dice Stefan, che lavora in Italia da anni. L’Oktober Fest anticipata esplode anche nei pub e nei locali invasi dai tifosi tedeschi, così come all’ambasciata di Berlino, vicino alla stazione Termini, che nel cortile aveva piazzato un mega-schermo. “Chapeau all’Argentina – dice l’ambasciatore Reinhardt Schafers -, un rivale formidabile. E’ stata una partita estrema. Dopo tante sconfitte tutti i tedeschi credevano in questa vittoria”. Ai Fori Imperiali ripiegano invece le bandiere gli argentini, gomito a gomito con i rivali per 120 minuti, senza un solo momento di tensione se non sportiva. Alcuni piangono. “Papa Francesco non è bastato”, dice una signora anziana avvolta nella bandiera biancoceleste. “Non è giusto, meritavamo di vincere noi”, piange un bambino, come tanti con la maglia di Leo Messi. Diversi sembrano delusi dal fuoriclasse, ma c’è orgoglio per l’Albiceleste. Con i giocatori avevano cantato a squarciagola l’inno all’inizio della finale. Svanisce il sogno anche in piazza Esquilino, davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove tantissimi argentini si erano raccolti fin dal pomeriggio nei pressi dell’ambasciata davanti ad un altro maxischermo. L’asado, la grigliata di carne tradizionale, è stata rimandata. Stanotte Roma è stata dei tedeschi.