Viterbo. Salgono a sei gli avvisi di garanzia per la morte dell’architetto viterbese all’ospedale di Perugia dopo un intervento. Gino Puccirelli sarebbe deceduto in seguito ad un ictus. l problema neurologico occorso in fase post operatoria non sarebbe stato comunque diagnosticabile in precedenza, sala operatoria , ospedale, medicoin base alle prime e parziali risultanze dei documenti sequestrati dalla procura di Perugia. La coagulopatia che sarebbe a monte della tragedia non era prevedibile, almeno per quanto consta dal primo vaglio delle cartelle. Ma sarà il medico legale a certificare o ribaltare quanto emerso in questa fase preliminare. Intanto emerge che oltre all’asportazione delle tonsille, dovevano essere effettuate altre operazioni e, tra queste, la plastica del palato e del setto nasale. Sembra che l’architetto viterbese di 49 anni, era affetto da una grave malattia. Una malattia che, ostruendo le vie respiratorie, con il passare degli anni, lo esponeva a malattie sistematiche e, in particolare, ai rischi di infarto, di aumento di pressione e di ictus. E’ attesa per i risultati dell’autopsia, che dovrebbe chiarire se, dietro la morte di Pucciarelli, vi siano stati profili di responsabilità professionale o, invece, una tragica fatalità. Pucciarelli, prima di recarsi a Perugia, nell’ospedale di Santa Maria della Misericordia, aveva preso in esame la possibilità di operarsi anche altrove; in particolare, presso il Ctu di Roma. Poi, la scelta era caduta su Perugia. L’architetto, da anni malato, sentiva la necessità di operarsi.