Roma. Dalle prime ore dell’alba Polizia e Guardia di Finanza, con il supporto di elicotteri ed unità cinofile, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, stanno eseguendo una misura cautelare personale nei confronti di un’organizzazione criminale operante nella Capitale e collegata a temutissime cosche calabresi di ’ndrangheta. In corso anche decine di perquisizioni in diverse Regioni d’Italia. Sequestrati complessivamente circa 600 chilogrammi di cocaina e hashish, diverse armi da fuoco e un quaderno dove erano riportati degli appunti che, opportunamente decifrati, hanno svelato i contenuti e gli arcaici meccanismi procedurali che regolano il «rito di affiliazione« alla ’ndrangheta. Numerosi gli episodi delittuosi contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia agli arrestati: tra questi, l’omicidio di Vincenzo Femia, consumato a Roma il 24 gennaio 2013, alcuni ferimenti con armi da fuoco ed episodi estorsivi.  Gli esponenti apicali del sodalizio, originari di San Luca, risultano da anni radicati a 783864-finanzaRoma, nei quartieri Appio – San Giovanni, Centocelle, Primavalle ed Aurelio, dove possono contare su una fitta rete di connivenze, in grado di garantire completo anonimato e fornire, all’occorrenza, supporto logistico ai latitanti calabresi. In tale contesto, si inseriscono le catture, a Roma, ad opera dei finanzieri del latitante internazionale Luigi Martelli, 43 anni, contiguo alla cosca Pelle di San Luca (RC), avvenuto il 9 gennaio 2014; quella del latitante internazionale Edmundo Josè Salazar Cermeno, 45 anni, avvenuta il 2 ottobre 2013, alias «il chimico«, contiguo alle potenti e note cosche di ’ndrangheta Aquino-Coluccio e quella del latitante Francesco Nirta, il 6 luglio 2013, avvenuta alla Stazione Termini, in partenza per Reggio Calabria, contiguo ad esponenti delle note cosche di Nirta e Mammoliti. Il gruppo criminale è risultato vantare, peraltro, anche importanti ramificazioni a Genova, Milano e Torino, località dove costituivano consolidate basi logistiche, necessarie al momentaneo stoccaggio delle partite di droga importate.