Roma. Ieri primo giorno operativo da assessore per Giovanna Marinelli, chiamata da Ignazio Marino come responsabile della Cultura nella Capitale dopo l’uscita di scena di Flavia Barca. Marinelli illustra le tre direttrici che orienteranno la sua azione: un programma che passa tanto per le periferie quanto per l’internazionalizzazione. Parla di “coordinamenti culturali” e non esclude l’unificazione della gestione di spazi espositivi come il Macro e il Palaexpo. Le Notti Bianche? Nonostante Marinelli, braccio destro di Gianni Borgna, in passato ne sia stata una delle fautrici, non si sbilancia su un loro possibile ritorno: “Ne è passata di acqua sotto i ponti…”. Dal suo nuovo posto di lavoro, in piazza di Campitelli, l’assessore, collaboratrice storica di Gianni Borgna, ha inaugurato la giornata di lavoro con una telefonata proprio alla moglie del politico scomparso. “Ci sono alcune parole d’ordine a cui sono particolarmente affezionata – dice Marinelli -: la prima riguarda le periferie, e quindi rammendare il rapporto tra il centro storico e le periferie; la seconda e’ l’internazionalizzazione, la citta’ deve riprendere un ruolo internazionale perche’ ha tutte le carte in regola per essere protagonista di una cultura che affonda le radici nel passato ma ha molti più’ germogli nel contemporaneo di quanto non si possa immaginare. Il terzo punto e’ sicuramente il lavorare sulle economie di scala, rispetto alla gestione delle molte strutture culturali di cui il Comune fortunatamente si occupa e fare in modo che si stabiliscano dei rapporti virtuosi tra pubblico e privato”. Come Barca, anche lei sostiene il ruolo fondamentale delle biblioteche nella “ricucitura” delle periferie. Interpellata sulle critiche che recentemente si sono abbattute sulla gestione della cultura e sulla situazione del Macro, Marinelli afferma che “in un periodo in cui le risorse pubbliche erano tante sono nati molti punti di aggregazione culturale che sono tutti egualmente preziosi e non vanno chiusi ma, certo, puo’ essere razionalizzata la metodologia di gestione e di rapporto tra le diverse strutture”. Ad esempio “penso che la bellezza architettonica e la tradizione dell’arte contemporanea del Macro vada preservata, certo bisogna fare in modo che il Comune possa avere delle economie di gestione ed anche dei coordinamenti culturali che sono molto importanti”.  Un’unica gestione per Macro, Palaexpo…? “Io credo che sia una soluzione da verificare fino in fondo”, risponde. Poi anche un appello ai sindacati per la situazione del Teatro dell’Opera con al prima “ridotta” della stagione estiva causa sciopero. “Questa amminpanoramicaistrazione ha fortemente investito sul Teatro dell’Opera e vorrei invitare tutti al massimo della responsabilità”, dice. Su twitter a fine giornata Marinelli scrive: “Cominciamo! Con passione ed entusiasmo. Dalla mia finestra si vede il centro e la periferia”.