Cassino. Un sacco di plastica nero al posto delle lenzuola su cui spiccano due piedi di donna. Sembra l’ immagine di un cadavere da sottoporre ad autopsia, invece é il corpo di una donna, in vita, ma costretto in una condizione limite. É una delle scene catturate dalle telecamere del Nas all’interno di Villa Flora, la clinimageica di Montaquila in provincia di Isernia, dove i militari hanno accertato maltrattamenti ad anziani non autosufficienti e a malati psichici. Materiale probatorio raccapricciante, non mostrato integralmente alla stampa durante la conferenza in Procura a Isernia. Il filmato si interrompe e passa a un altra scena: escrementi tra le lenzuola e sotto ai letti. E ancora immagini di operatori non amorevoli nei confronti dei pazienti, giovani tra i 25 e i 40 anni con patologie psichiatriche e anziani, tra i 75 e gli 80 anni. Per tutti, la retta da pagare è di 1200 euro. Una somma per pagare il titolare della Villa, i medici, i fisioterapisti e amministrativi. In totale 60 dipendenti, 13 ai domiciliari, e 32 indagati. In pratica solo una quindicina di dipendenti sarebbero rimasti fuori dall’inchiesta. E tra gli indagati c’è un’infermiera trentenne originaria di Cassino che è finita ai domiciliari.  Ha detto il comandante del Nas di Campobasso Antonio Forciniti, addirittura “la notte rimanevano solo due addetti” e i pazienti venivano condotti in stanze vuote, dove c’erano solo letti, e lasciati lì per ore e ore. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri dei Nas di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia. Tutto parte dalla morte di una donna, non dovuta ai presunti maltrattamenti, e dalla denuncia dei familiari di un altro paziente. Forciniti ha evidenziato la difficoltà nel reperire prove perché tutte acquisite all’interno della Clinica.