Roma. Bambini utilizzati come esche per simulare incidenti stradali. E’ questa l’ultima truffa messa a punto nella capitale che sta mietendo molte vittime. Un bambino che piange e il malcapitato di turno che s’intenerisce, si distrae e in un attimo resta vittima di una truffa in strada. bimbo piange autoSuccede a Roma dove, nel corso dell’ultimo anno, Acade principalmente di fronte ai supermercati, nei parcheggi dei centri commerciali, ai distributori di benzina. Le vittime sono soprattutto le donne, alle quali è più facile estorcere denaro usando il pianto di un bambino piccolo che pare essersi spaventato per quell’incidente in realtà mai avvenuto e che invece finge con la bravura di un attore in erba. I “pionieri” di questa variante criminale sono alcuni componenti della famiglia Bevilacqua. Una famiglia-clan di nomadi stanziali di origine napoletana – paragonabile per assetto e tipologia ai Casamonica – che da tempo ha imparato a collaudare questo tipo di truffa. I Carabinieri della stazione Aventino arrestarono, mesi fa, Antonio Bevilacqua, 32 anni, colto in flagranza di reato mentre estorceva del denaro a un architetto nel quartiere Testaccio usando la truffa dello specchietto e avvalendosi dei due figli minori di 6 e 8 anni che a comando iniziarono a piangere con il fine ultimo di intenerire la vittima. L’uomo è stato arrestato e processato per direttissima.