Viterbo. Oltre 40 carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo, con l’ausilio di due unità cinofile per la ricerca di esplosivi e con il supporto aereo di un elicottero del Raggruppamento Aeromobili di Pratica di Mare, impegnati dalle prime ore del mattino nell’esecuzione di tre ordinanzecarabinieri di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre uomini, padre e due figli di origine sarda. A.P., 72 anni, e i figli M. P. di 30 e P. P., 43, pastori di origine sarda sono accusati di avere perseguitato l’ex sindaco di Farnese, Dario Pomarè. I tre sono ritenuti responsabili a vario titolo ed in concorso tra loro, di atti persecutori, detenzione e porto abusivo di armi clandestine, furti aggravati, fra cui abigeato e altro. In particolare tutto nasce su quella riformai della regolamentazione dei terreni a uso civico che, una volta passata, avrebbe comportato la perdita, per la famiglia sarda, di sessanta ettari di terreno; ettari che, secondo l’accusa, il terzetto si era accaparrato abusivamente. I tre avrebbero così deciso di intimidire, con veri e propri atti persecutori, l’ex sindaco, ora elemento di punta della minoranza, con una serie di “messaggi” che, al destinatario, sarebbero dovuti risultare subito eloquenti senza tanti preamboli. Gli avrebbero, secondo l’accusa, raso al suolo un uliveto con centosessanta piante, bruciato un trattore, un casale e un’auto. Inoltre, sarebbero stati uccisi degli animali da cortile e, come se non bastasse, due cani. Sono in corso altresì perquisizioni domiciliari nei confronti di altre persone coinvolte a vario titolo nei fatti oggetto dell’inchiesta.