Roma. Cresce la preoccupazione Ebola. Dopo la morte del “pazieprimo-caso-Ebola-Usante zero” a Dallas, che ha lasciato sotto choc gli Usa, e il contagio dell’infermiera che ha contratto il virus strofinandosi il viso con un guanto con cui stava trattando il missionario malato e rimpatriato dall’Africa, è psicosi anche in Italia e nella Capitale. Da cinque giorni allo Spallanzani di Roma è ricoverato un medico italiano entrato in contatto con un collega che ha contratto il virus ebola, al momento in cura in Germania. L’ortopedico, marchigiano di 53 anni, ricoverato all’ospedale romano avrebbe partecipato a una festa, con altri operatori in Sierra Leone, e insieme a un pediatra ugandese di Emergency, risultato poi positivo all’ebola. I primi controlli del medico lasciano ben sperare. L’uomo infatti è al momento negativo al test dell’ebola (ma bisogna aspettare ancora una settimana per escludere del tutto l’infezione) e non manifesta i sintomi della malattia. L’uomo inoltre, che è stato subito isolato dopo lo sbarco a Fiumicinonon può – anche nel caso di contrazione della malattia – aver contagiato nessuno: va infatti ricordato che si è contagiosi solo quando si manifestano i sintomi. Allo Spallanzani comunque è sotto osservazione anche un libico.