Roma. «Quando prendevo il bus a Roma e salivano degli zingari, l’autista spesso diceva ai passeggeri: ’Guardate i portafoglì. Questo è disprezzo, forse è vero, ma è disprezzo». Papa Francesco ha evocato questo ricordo personale parlando ai cappellani degli zingari. È noto a Roma che un vescovo gesuita latino-americano, il brasiliano Don Luciano de Almeida, amico di Bergoglio e del quale oggi è in corso il processo di beatificazione, girando anche lui in bus prendeva sempre le difese dei ragazzini rom, che busvenivano trattati con disprezzo dai passeggeri. «Spesso gli zingari si trovano ai margini della società, e a volte sono visti con ostilità e sospetto; mi ricordo tante volte qui a Roma, – ha raccontato il Papa a braccio – salivo sul bus, alcuni zingari salivano, l’autista diceva ‘guardate i portafoglì questo è disprezzo, sarà anche vero, ma è disprezzo». «Sono scarsamente coinvolti nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del territorio».