Roma. E’ un verbale che spazia sugli ultimi quattordici anni di storia capitolina, ma che lascia aperti molti interrogativi, quello reso da Luca Odevaine, ex vicecapo del gabinetto di Walter Veltroni, ascoltato dal pm Paolo Ielo lo scorso 19 ottobre nel carcere di Terni. Luca OdevaineRiguardo al tentativo di rapire il figlio del capitano della Roma Francesco Totti Odevaine sostiene di aver avuto una conferma anche dall’attuale comandante provinciale dei Carabinieri Salvatore Luongo (il quale con un comunicato fa invece sapere che i controlli effettuati non portarono a nulla), quindi decide di coinvolgere la pattuglia di vigili urbani a disposizione del gabinetto, perché facessero da scorta ai figli del Capitano della Roma. Sei di loro hanno svolto questa funzione, ma fuori dall’orario di lavoro e pagati direttamente da Totti. Era lo stesso Odevaine a fare da tramite “Per un certo periodo questi soldi me li dava a me Francesco Totti, mi compilava un assegno tutti i mesi e io poi li davo a loro e poi dopo un pò ho detto: “a me non mi piace questa cosa”». Il servizio sarebbe cessato solo l’anno scorso “quando Francesco Totti si è trasferito nella nuova casa”. Agli atti anche l’ascesa dei Tredicine, che grazie a un sodalizio con il dirigente del Comune Giacomo Nardi, riescono ad accaparrarsi “quasi tutte le licenze che ci sono a Roma”. Nardi” racconta Odevaine “era dirigente sotto dirigente di gabinetto di Rutelli, fu ”rimosso” e trasferito al XVII municipio da Veltroni ma tornò in auge con Alemanno. E’ col suo tramite che “su 500 licenze circa che esistono a Roma, vari tipi di licenze mobili, 430 sono della famiglia Tredicine e Falasca. E quasi tutte le licenze sono di origine molto, molto dubbia”. Erano licenze date temporaneamente  ma che poi venivano rinnovare “come licenze fisse” grazie a Nardi e riguardavano i venditori di caldarroste, i camion bar, i fiorai di Roma, le autorimesse etc. “Stiamo parlando di un giro di contanti intorno a due milioni due milioni e mezzo di euro al giorno, che non si sa bene che strade prendono”. Le violazioni sulle licenze sarebbero state segnalate da Odevaine a Veltroni il quale “sollecitò l’assessore più volte a mandare le carte in procura” ma “che io sappia” dice “non se ne fece nulla”. I verbali depositati ieri contengono anche le informative circa le azioni politiche dello stesso presunto leader di Mafia Capitale Massimo Carminati. Stando alle intercettazioni, il Nero nella campagna elettorale del 2013 avrebbe sostenuto direttamente il consigliere Giovanni Quarzo (Pdl), puntando a farlo diventare presidente della commissione Trasparenza. Odevaine tira in ballo anche Alemanno e Caltagirone circa una presunta tangente per lavori alla Bufalotta di cui Odevaine sostiene di aver saputo da Riccardo Mancini (ex ad di Eur poi arrestato e tra gli imputati del processo), che sarebbe stata spartita tra l’allora capo dell’opposizione Umberto Marroni e l’ex sindaco Alemanno, e che” a suo dire “sarebbe stata pagata da Caltagirone”. Non si fanno attendere le smentite dei soggetti coinvolti che annunciano querele per Odevaine.