Roma. Dopo quella per peculato potrebbe arrivare ad appesantite il fascicolo di Ignazio Marino una seconda ipotesi di reato. Gli inquirenti intendono disporre una perizia calligrafica per verificare se le firme sui giustificativi di spesa finiti al centro dello “scontrino-gate” fossero dell’ex primo cittadino, o di altre persone. ++ Protesta anti-immigrati:Marino,ora via degrado da zona ++Marino, ascoltato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Roberto Felici, ha dichiarato che i documenti in questione sono stati siglati da membri del suo staff, depositando anche una memoria difensiva. Se dall’accertamento emergesse che, invece, le firme erano di suo pugno, l’ex primo cittadino rischierebbe di essere accusato anche di false attestazioni ai pubblici ministeri. Non è tutto. A pochi giorni dalla notifica dell’avviso di garanzia, l’inchiesta entra nel vivo e i magistrati vogliono procedere a passo sempre più svelto: in settimana i collaboratori dell’ex sindaco verranno convocati in Procura e saranno ascoltati come persone informate sui fatti. Dovranno chiarire i dettagli inerenti ai 7 scontrini non veritieri utilizzati per rendicontare altrettanti pranzi o cene di lavoro consumati dall’ex inquilino del Campidoglio, clamorosamente smentiti dai presunti commensali.